Torna a Napoliper il terzo anno consecutivo, Futuro Remoto nella sua 31esima edizione.

Il più grande Festival della Scienza e della Tecnologia d’Europa, promosso da Città della Scienza, dedicherà un’isola tematica al settore dell’aerospazio, e in particolare allo studio dei materiali compositi.

Dalle 10:00 alle 22:00 ben 12 isole tematiche apriranno i battenti in Piazza del Plebiscito, nelle quali sarà possibile prendere parte a laboratori, workshop, dibattiti ed esposizioni, oltre che venire a contatto con esperti e ricercatori di livello internazionale.

Al centro della manifestazione il tema ‘Connessioni’, per sottolineare l’importanza nel trovare un punto di contatto che leghi i diversi settori della scienza (e non solo). Ambiti che, nell’ottica del progresso contemporaneo (e futuro), finiscono necessariamente col sovrapporsi.

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Tra i temi che più caratterizzano la fiera di Futuro Remoto, e a cui è dedicata un’intera isola, compare sicuramente l’aerospazio. D’altronde, l’Italia vanta un ruolo di non poca importanza nel panorama aeronautico europeo e mondiale, che la rende tra i principali finanziatori e collaboratori dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea). E ancor di più la Campania, grazie al Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA, a Capua) e ad una tradizione nel contesto accademico ben radicata che ha le sue lontane radici nell’Istituto di Costruzioni Aeronautiche, attivo dal 1926, fondato e diretto dal Prof. Gen. Umberto Nobile (famoso progettista e pilota di dirigibili, nonché esploratore polare).

Dopo anni di insigni personaggi che hanno costellato il panorama aeronautico campano, oggi il testimone passa alle università locali, che per l’occasione hanno presentato diversi progetti di ricerca. In particolare, nella giornata di domenica 28 maggio sarà possibile anche assistere ad un laboratorio dimostrativo denominato: “Riduzione dell’impatto ambientale nel trasporto aereo: nuove tecnologie”.

A presiederlo sarà una rappresentanza del Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, che introdurrà i visitatori alle proprietà di alcuni materiali. Nello specifico, verranno illustrati al pubblico i materiali polifunzionali e compositi, che sono di largo impiego in tutti quei settori di produzione che richiedano leggerezza nei pezzi a fronte di proprietà meccaniche ugualmente elevate.

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Alenia Aeronautica, Convegno “Tecnologia dei materiali compositi”, Torino 04/11/2004

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Per compositi si intende una classe di materiali non presenti in natura, con una struttura formata essenzialmente dall’unione di due elementi con differenti proprietà fisico-chimiche, chiamati rispettivamente matrice e rinforzo (detto anche fase dispersa). Quest’ultimo ha carattere per lo più fibroso e ha il compito di resistere alle sollecitazioni che la matrice trasmette. Esempi pratici per chiarire le idee sono alla portata di tutti, e vanno dai comuni sci o racchette da tennis, barche, canoe, fino ad arrivare ai telai delle automobili di Formula 1, con le famose fibre di carbonio.

A seconda delle proprietà della matrice e del rinforzo, i materiali compositi assumono diverse forme nella nomenclatura. Distingueremo materiali compositi a matrice polimerica o ceramica, ad esempio, nonché classi di materiali a rinforzo fibroso o particellari. Importante sottolineare che la variabilità della natura delle due fasi del materiale non pregiudica il comportamento meccanico degli stessi.

Al centro della discussione che animerà, tra le altre cose, Futuro Remoto, sarà quindi posto il progresso raggiunto finora sullo studio di materiali compositi e la possibilità, attraverso questi, di raggiungere nuove frontiere nel campo del trasporto aereo. I materiali compositi, infatti, hanno pregi da ogni dove. Innanzitutto hanno massa volumica molto bassa oltre che proprietà relative elevate. Sono leggeri e al contempo hanno elevata resistenza, rigidezza e tenacità. Il loro largo impiego (figlio specialmente del XX secolo), nonché la possibilità di sintetizzarne di nuovi, favorirà la ricerca e lo sviluppo di nuove modalità di trasporto aereo. Il sogno di poter spingere un velivolo solo attraverso un motore elettrico, infatti, richiede potenze elevatissime ai propulsori, e tale limite potrebbe abbassarsi qualora i materiali dovessero alleggerire ancor di più la mole del velivolo.

Un sogno che non sembra poi così lontano, se si pensa che al giorno d’oggi sono già tante le aziende che si occupano di progettare velivoli a spinta ibrida (ad esempio Zunum, che è appoggiata da Boeing e JetBlue). Per saperne di più, a Futuro Remoto presso il padiglione dedicato all’Aerospazio.

Per saperne di più su Futuro Remoto: qui.
Altri eventi presso i padiglioni: Le Parole Raccontano.

Nicola Puca

Fonte immagine in evidenza: asdconsulting.it

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Studio Ingegneria Aerospaziale alla Seconda Università degli Studi di Napoli. Sostengo la politica giovanile e comunale insieme agli amici di Agorà-Lavoro, Partecipazione e Libertà; scrivo per passione, per la necessità di leggermi e di imparare dai miei errori. Sono un alfista senza un'Alfa, un seriofilo senza DVD, un Jedi senza una spada laser.