Chris Paul è uno dei migliori giocatori al mondo e uno dei più grandi passatori della storia del gioco. Al momento occupa la decima posizione nella classifica dei miglior assist man  all-time (8251) ed in proiezione potrebbe terminare la carriera al secondo posto alle spalle dell’imprendibile John Stockton (15806). È una delle personalità più rispettate all’interno del panorama NBA, tanto che nel 2013 è stato eletto presidente del sindacato giocatori. Ha vinto due ori olimpici con la nazionale americana ed è praticamente una certezza la sua presenza agli All-Star Game. La sua capacità di trasformare una franchigia l’abbiamo vista sia a New Orleans che a Los Angeles, sponda Clippers, riuscendo addirittura a renderli una contender nella selvaggia Western Conference. Eppure, non vi è neanche l’ombra di una sola presenza alle Finali, né di conference né tantomeno (ovviamente) per il titolo. E questo potrebbe indurlo a pensare di trasferirsi altrove.

La scelta n.4 al draft del 2005 è infatti ad un bivio della sua carriera: accettare l’offerta di 210 milioni di dollari per cinque anni nella città di Hollywood o accettare un contratto meno appetibile (100 milioni per quattro anni) dai San Antonio Spurs con una reale chance di inseguire l’anello tanto desiderato.

Secondo un’indiscrezione raccolta da Zach Lowe, infatti, ci sarebbe un reciproco interesse tra Paul e gli Spurs. “Sono circolate molte voci riguardo Chris Paul, e io credo siano reali” – ha detto il reporter di ESPN. “Io credo ci sia un mutuo interesse tra le parti. Non so quanto sia reale, perché i Clippers possono ricoprirlo d’oro e sono una buona squadra; e gli Spurs, invece, non hanno molta flessibilità salariale. Sono molto curioso di come si muoveranno e di vedere chi sarà nella loro squadra il prossimo anno”.

Tutto dipenderà dalla scelta del veterano Pau Gasol. Lo spagnolo ha una player option da 16 milioni di dollari e, se dovesse decidere di esercitarla, ai texani resterebbero poco più di 10 milioni di dollari di spazio salariale. Gli Spurs hanno bisogno che Gasol decida di non esercitare l’opzione, così da avere quei circa quei 25-26 milioni necessari per attirare un giocatore del calibro di Paul.

Paul

La rincorsa all’anello per lui sembra davvero stregata. Nel 2011 era praticamente fatto l’accordo che lo avrebbe visto arrivare a Los Angeles, ma sponda Lakers, per vincere assieme a Kobe Bryant. L’allora commissioner David Stern, però, su pressione dei proprietari decise di porre il veto alla trattativa. La NBA all’epoca era proprietaria degli New Orleans Hornets. Una decisione che fece scalpore. Pochi mesi dopo, approdò ai Clippers. Si pensava che con Griffin e Jordan, convinto a restare l’anno scorso – ricorderete la tiritera con Dallas – avrebbe avuto delle possibilità. Nada. Due anni fa dopo una serie epica contro San Antonio, in cui è riuscito a vincere gara-7 giocando con una gamba sola, i Clippers sono riusciti nell’impresa di blow up a 3-1 lead contro Houston. Semifinali di Conference. È questo il risultato migliore che è riuscito a raggiungere. Anche a causa dei tanti infortuni che hanno colpito sia lui che il ragazzo nativo di Oklahoma City. E così la gara-7 contro Utah di poche settimane fa potrebbe essere stata l’ultima partita di Chris Paul a Los Angeles.

La scelta del 32enne playmaker dei Clippers potrebbe cambiare seriamente gli equilibri della Western Conference e ridare una contender ai straordinari Golden State Warriors.

Michele Di Mauro