Oggi non parleremo di numeri, di tattica, delle polemiche che ci sono state negli ultimi mesi sul suo personaggio. Sarebbe un inutile e tedioso discorso che non renderebbe onore a ciò che è stato Francesco Totti per il calcio, non solo italiano. Sarebbe dissacrante per i 24 anni di carriera in cui il numero 10 ha regalato agli spettatori la gioia di amare questo sport.

Perché Totti non lo puoi descrivere in base ai suoi risultati. Non è il suo palmarès, troppo vuoto per rappresentarlo, al quale si appella chi tenta (vanamente) di criticarlo per cercare di sminuirne la grandezza. Il capitano è un lancio di prima a memoria, di chi sa cosa sta accadendo attorno a lui anche senza alzare gli occhi; è un colpo di tacco spalle alla porta, dei tantissimi spettacolari che ha fatto in carriera, come quello in un Roma – Juventus di ormai molto tempo fa, per mandare in gol Cassano; è un cucchiaio, un gesto che non si smette mai di apprezzare e di amare, anche se Di Biagio Maldini qualcosa da ridire potrebbero averla. Totti è come un cigno che danza sull’acqua, bello ed elegante, mai banale e sempre spettacolare.

Francesco è riuscito a farsi amare a prescindere dai gol, dai trofei vinti, da alcuni gesti controversi che però fanno comunque parte di un personaggio impossibile da non venerare su un terreno di gioco. Chi non è mai rimasto a bocca aperta su un suo cambio di gioco, su un controllo, sui suoi assist? La grandezza di Totti è stata sapersi far amare al di là delle rivalità calcistiche. È un simbolo, quasi quanto il Colosseo, di Roma e della Roma, ed il rapporto amore-odio di questi mesi è quello di una città che non riesce più a vederlo seduto in panchina ma che allo stesso tempo vorrebbe poterselo godere in eterno. La data dell’addio però è stata già scritta, e dalla prossima stagione avremo una bandiera ed un fenomeno in meno in Serie A. L’ultimo atto in maglia giallorossa sarà la chiusura di una bellissima storia, di un ragazzo nato a Porta Metronia quasi 41 anni fa, che ha vissuto per difendere la sua squadra, che ha fatto apprezzare ancora di più il calcio a chiunque lo guardasse.

Per il cucchiaio all’Olanda e per quello a San Siro, per il rigore all’Australia, per ogni colpo di tacco ed ogni assist di prima, per ogni pollice portato alle labbra, per queste e tantissime altre emozioni regalate, Francesco Totti merita una sola parola, detta sinceramente dal profondo del cuore: “Grazie“.

Andrea Esposito

fonte immagine in evidenza: forzaroma.info