La Serie A si avvia al termine con la 38esima ed ultima giornata che si giocherà questo weekend. L’unico grande punto interrogativo rimasto è: chi retrocederà tra Empoli e Crotone? La classifica al momento dice: Empoli 32, Crotone 31. La squadra calabrese è in grande forma (17 punti raccolti nelle ultime 8 giornate) e ha la possibilità di giocarsi il tutto per tutto tra le mura amiche contro la Lazio. I toscani, invece, saranno ospiti a La Favorita di Palermo. Ed è proprio negli ultimi giorni che attorno a questa partita sono iniziati ad aleggiare strani sospetti a causa del paracadute. Procediamo con ordine.

Cos’è il paracadute? Il paracadute è una sorta di “aiuto” che la Lega Serie A offre alle squadre che ogni anno retrocedono in Serie B. Essendoci un’enorme differenza di ricavi tra la massima serie e quella cadetta, l’impatto economico di una retrocessione per delle piccole realtà potrebbe risultare difficile da reggere. In un articolo di qualche mese fa, abbiamo visto come fallisca una società su cinque tra quelle retrocesse. Per questo motivo, è stato stabilito che una somma fissa dei ricavi totali che riceve la Lega venga ridistribuita tra le tre società declassate. Nel triennio 2015-18, la somma è di massimo 60 milioni – il doppio rispetto a quanto pattuito in precedenza. E sono così suddivisi:

  • 25 milioni per le società che militano in Serie A da tre anni (o che hanno affrontato tre degli ultimi quattro campionati);
  • 15 milioni per le società che militano in Serie A da due anni;
  • 10 milioni per le società che militano in Serie A da un anno.

La quota residuale viene destinata al club che ha tre anni di anzianità in Serie A, solo nel caso in cui questa non riuscisse ad essere promossa immediatamente la stagione successiva.

Qual è il “problema” sollevato negli ultimi giorni? Il Palermo è la squadra a cui questa quota residuale potrebbe essere destinata. Potrebbe, ripetiamo. È fondamentale che si comprenda questo punto. Se dovesse retrocedere il Crotone – e non l’Empoli – la quota sarebbe di 15 milioni, poiché sia i calabresi che il Pescara sono delle neopromosse. Al Palermo, dunque, potrebbe interessare la salvezza dei toscani. E domenica c’è Palermo-Empoli. Cosa hanno pensato immediatamente i complottisti di tutt’Italia? Ad una partita già “truccata” o quantomeno sospetta. Del resto, si era già fatto lo stesso ragionamento un paio di domeniche fa, quando i rosanero ospitarono il Genoa ancora in lotte per la salvezza. Anche in quel caso al Palermo avrebbe potuto far comodo la salvezza del Genoa, poiché se fossero retrocessi i grifoni la quota residuale sarebbe stata nulla. Risultato? Vittoria del Palermo.

Il punto focale della questione, però, non è la vittoria o meno dei rosanero: non esiste alcun tipo di complotto per la retrocessione. Innanzitutto, come abbiamo già spiegato, il Palermo dovrebbe restare un altro anno in B per incassare quei soldi nella stagione 2018-19. Ma, soprattutto, nessuna società ha interessi economici a restare in B. Ve lo mostriamo con dei semplici dati che mostrano l’ultima volta in cui il Palermo ha dovuto affrontare una situazione del genere:

paracadute
Fonte dati: iltifosobilanciato.it

Come si può ben vedere, il Palermo non beneficiò in nessuna di queste voci, tranne che in una piccola diminuzione del costo del personale ed un evidente salto in avanti tra gli “altri ricavi”, nel quale è conteggiato il paracadute che ricevette in quella stagione.

Non salire in Serie A le farebbe guadagnare sì 15 milioni ma solo e soltanto nella stagione 2018/19 e non nella prossima. Dunque, a livello di impatto di bilancio, la voce altri ricavi ricorrerebbe in un ulteriore “rosso”: dai 25 milioni di paracadute del 2017/18 ai 15 milioni di paracadute del 2018/19. Senza tener conto del fatto che non tornare in Serie A immediatamente le farebbe perdere il passo in avanti sui ricavi televisivi, poiché verranno da poco messi al bando i diritti per il triennio 2018-21 in cui la Lega Serie A si aspetta di migliorare i dati dell’ultimo triennio.

Michele Di Mauro

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