La notizia, di per sé, non è nuova: l’idea di rendere le Universiadi del 2019 a Napoli qualcosa di unico, consentendo agli atleti di soggiornare per tutta la durata della manifestazione, e per la prima volta nella storia, su navi da crociera ancorate nello scenografico scalo partenopeo, era stata definita da tempo. Con la pubblicazione nel Bollettino Ufficiale Regionale – BURC del bando di gara per l’appalto del servizio di “alloggio croceristico”, il progetto prende ora definitivamente forma.

Si sa però quanto sia difficile, in Campania (ma il discorso può ben valere per l’intera Italia, “di polemica ostello”, parafrasando il Padre Dante), che si proceda ad un’iniziativa di spesa pubblica in maniera pulita, senza intoppi, mettendo tutti d’accordo con un’elevata capacità di intesa. Men che meno poteva essere questa l’occasione, come dimostra l’attacco frontale al management dell’organizzazione delle Universiadi, condotto dalla rappresentanza di Forza Italia in Consiglio regionale della Campania. Il partito di centrodestra ha infatti diramato un comunicato stampa, in cui sottolinea la sua assoluta contrarietà alla procedura instradata dal bando, trascinando nella bufera gli organismi amministrativi coinvolti.

La critica sollevata dai forzisti si poggia, allo stesso tempo, su due diverse retoriche: quella dell’ennesima occasione di sviluppo persa e quella del solito spreco di finanze pubbliche. In effetti, non solo si contesta la decisione di collocare l’epicentro dell’accoglienza agli atleti (ne sono attesi circa 10000) nella zona del Porto, invece che nella ex base NATO di Bagnoli come ventilato all’epoca dell’assegnazione delle Universiadi a Napoli, ma specialmente si osserva come la spesa per ospitare le delegazioni nelle navi da crociera sia assolutamente evitabile e “a fondo perduto”.

«Con la pubblicazione sul Burc (n. 41/2017) dei primi atti di gara per il noleggio delle navi da crociera sulle quali andranno ospitati dal 27 giugno al 17 luglio gli atleti che parteciperanno alle Universiadi 2019 cala definitivamente il sipario sulla possibilità di realizzare il Villaggio Olimpico a Bagnoli, cioè qualcosa di strutturale per la manifestazione sportiva anche per la città di Napoli»: ecco la prima bordata, mirata dritto verso le contraddizioni insorte sulla location del villaggio sportivo, che si diceva dovesse servire a risolvere definitivamente l’equivoco dello scheletro della ex base NATO di Bagnoli che ancora occupa un’area rilevante del quartiere ad ovest della città.

Eppure, lo si ripete, che non fosse più Bagnoli la sede prescelta lo si sapeva da molto tempo, come testimoniano le cronache giornalistiche degli ultimi mesi sulla concertazione tra lo stesso soggetto organizzatore delle Universiadi (la FISU) e gli enti locali campani: questi dapprima si erano dirottati sulla Mostra d’Oltremare e poi, definitivamente, sulla Stazione Marittima come centro funzionale della manifestazione (grazie alle sale congressi e alle ampie zone parcheggio) e sulle famigerate navi come alloggio per gli sportivi. Niente di particolarmente nuovo sotto il sole, quindi, se non che solo ora il tutto è stato messo nero su bianco.

Secondo punto caldo: la spesa da sostenere per “mandare gli atleti in crociera”. «Continuiamo a ritenere che sia assolutamente sbagliato spendere oltre 26 milioni di euro, ben un milione di euro giorno, per noleggiare navi che il giorno successivo alla chiusura dei giochi olimpici universitari salperanno dal porto di Napoli lasciandoci solo il ricordo di un caos annunciato». Il baricentro del problema viene spostato dunque sulla prospettiva dello spreco, che lascerà peraltro, secondo i consiglieri di Forza Italia, la città a mani vuote, una volta che i riflettori si saranno spenti sull’evento. La dose in proposito viene anche rincarata: «vale la pena di ricordare che, secondo quanto messo nero su bianco nell’Allegato 2 della delibera 365, il ricorso alle navi (…) era stato previsto come accessorio  e non principale».

Ci sarebbe poi anche un’altra questione, secondo i forzisti: una Stazione Marittima e una parte importante dello scalo consacrate alle Universiadi creerebbero un non trascurabile problema logistico, ai danni dei croceristi veri e delle ulteriori attività ordinarie del porto. Secondo Forza Italia, infatti, il turismo ne risulterebbe paralizzato, con una vero e proprio caos scatenato per tutti i 19 giorni delle gare.

Infine, sembra che, così com’è costruita, la gestione organizzativa da parte della Regione e del Governo nazionale, coinvolto in primo piano nella vicenda a causa dei corposi finanziamenti, nell’ordine di un centinaio di milioni di euro, da erogare nei prossimi mesi, metta in pericolo la fattibilità stessa delle Universiadi. Secondo gli esponenti dell’opposizione in Consiglio regionale, nonostante il pressing attuato da Forza Italia anche in Parlamento (ad opera di Mara Carfagna) sul Ministro per il Mezzogiorno De Vincenti, ad oggi le risorse non si vedono, nonostante i capitoli di spesa e i fondi cui attingere siano già praticamente noti.

Va segnalato che, soprattutto sull’ultimo punto, anche il Presidente della Regione De Luca aveva espresso più di una perplessità, già in tempi non sospetti. Lo scorso febbraio aveva minacciato persino lo stop della macchina organizzativa, senza le dovute garanzie. Garanzie che sembravano arrivate, appunto, chiare e rassicuranti da De Vincenti, che proprio rispondendo, il 29 marzo, all’interrogazione parlamentare della Carfagna, aveva assicurato che i fondi ci sono e sono pronti ad essere erogati.

Discorso diverso, invece, va fatto sulla questione Bagnoli. Al di là della scelta strategica di posizionare un villaggio “olimpico” al porto, con annessa spesa di 26 milioni di euro che obiettivamente non lascerà infrastrutture tangibili in eredità ai napoletani, ma che si sa che era già stata adeguatamente e consapevolmente – si spera – studiata (anche per quanto riguarda le prospettive di impatto sul traffico portuale) con l’Autorità di riferimento, la sensazione è che si stia davvero perdendo un’occasione per convertire a nuova vita l’ex base NATO. Il destino dell’area rimane in bilico, le proposte alternative ci sono (l’idea dominante è sempre quella di realizzare un parco per lo sport o comunque per le attività giovanili), ma è chiaro che un evento come l’Universiadi riverserà sulla città una pioggia di milioni difficilmente ripetibile.

Ludovico Maremonti

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Nato a Napoli 29 anni fa, ho conseguito la maturità classica nello storico Liceo “Sannazaro”, quindi la laurea magistrale in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Attualmente sono dottorando di ricerca in Storia delle Istituzioni presso l’Università “La Sapienza” di Roma. I miei interessi principali sono la geopolitica e il diritto internazionale, ma non dimentico di guardare anche ai problemi (e ai pregi) della mia terra.