Hijab, niqab, khimar, burqa, chador, abaya, sono la causa di una spietata sottomissione femminile? No, non è proprio così. Ma questo è quello che credono gli occidentali, i quali non hanno assolutamente idea delle differenze e talvolta non conoscono nemmeno l’esistenza di alcune delle tipologie sopracitate.

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Purtroppo il pregiudizio deriva da molteplici fattori, come quello politico e quello d’interpretazione del Corano. Per gli occidentali non è concepibile che la donna debba coprirsi il capo e/o il volto – questo in base all’area geografica di appartenenza – a causa della propria religione. Avete mai provato a pensare, al contrario, che vogliano indossare il velo per poter entrare nella sfera pubblica senza alcun problema, evitando di intaccare la concezione socio-culturale islamica?

Se prima per molti il velo rappresentava un Islam retrogrado, oggi si considera una vera e propria minaccia. Questo lo confermano anche i numerosi video che circolano sul web, dove donne col chador tentano di trascorrere la giornata come un qualsiasi occidentale.

Avete mai osservato le reazioni dei passanti in un luogo pubblico nel momento in cui vi è anche una donna – coperta dal velo – intenta magari ad aspettare un treno, a passeggiare, a fare acquisti o qualsiasi altra cosa? Le reazioni sono molteplici e per la maggior parte negative.

Ma ciò che mi porta a parlarvi delle geografie immaginarie dell’essere umano è tutt’altro che il velo.

Dunque, in un modo o nell’altro assistiamo a continue prese di posizione per quanto riguarda tutto ciò che concerne la religione islamica. Ma noi occidentali crediamo di essere emancipati?

Ormai l’estate è ufficiosamente arrivata e, come ogni essere vivente, anche noi donne iniziamo a sentire caldo. Le temperature sono elevate e decidiamo di indossare qualcosa che non ci dia la sensazione di soffocamento. Top, gonne, pantaloncini, vestitini, fanno parte del nostro outfit estivo. Pensando di vivere in un Paese libero, non ci poniamo alcun problema nel sfoggiarlo con disinvoltura. Insomma, sono indumenti!

Allora qual è il problema? Alcuni uomini – che tanto additano la donna col velo – sono gli stessi che suonano il clacson vedendoci passeggiare, commentano ad alta voce, ci osservano come se fossimo un Xenoceratops foremostensis, tentano approcci poco dignitosi e rispettosi.

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Ci conviene tornare ad un abbigliamento più comodo e coprente?

La domanda sorge spontanea: siamo o non siamo libere di indossare ciò che vogliamo? No, non credo. Certo, questo accade anche quando siamo coperte fino alla punta dei capelli e ciò dipende dalla forma mentis dell’individuo che ci troviamo difronte. Ma ci sono probabilità molto più elevate di porsi il problema di cosa indossare quando arriva il caldo torrido. Ma perché dovremmo chiederci se scegliere un outfit piuttosto che un altro perché cause esterne non ci consentono di trascorrere con tranquillità la nostra giornata?

E allo stesso modo perché una donna col velo – nel nostro caro Occidente – deve sentirsi in difficoltà nell’indossarlo?

A voi l’ardua sentenza.

Ilaria Cozzolino

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Ilaria Cozzolino nasce a Napoli il 24 novembre 1993. Dopo aver conseguito il diploma al Liceo Linguistico, continua il suo percorso di studi all'Accademia di Belle Arti di Napoli al corso di Fotografia-Cinema-Televisione. Dall'età di 21 anni espone come artista presso la galleria di arte contemporanea "A01" di Napoli. Da marzo 2015 collabora come caporedattrice per Libero Pensiero News.