Gli ultimi sbarchi dei migranti avvenuti nel porto di Salerno, precisamente nel Molo Manfredi, hanno messo i Comuni dell’intera provincia di fronte ad una situazione delicata e ben precisa.

Il caso più recente risale a qualche giorno fa. Aquarius, la nave di Medici senza frontiere, ha trasbordato 1004 migranti, di cui 886 uomini, 118 donne – tra cui 20 in stato di gravidanza, 193 minori ed altre persone affette da varie patologie, anche chirurgiche. L’Asl ha immediatamente allertato il Pronto Soccorso dell’AO Ruggi e quelli dei presidi ospedalieri di Sarno, Nocera Inferiore, Battipaglia ed Eboli per alcuni ricoveri ed emergenze.

Secondo un comunicato reso noto da Sinistra Italiana Salerno, dal 2013 in tutto il paese sono arrivate circa 550.000 persone attraverso gli sbarchi, mentre tra rifugiati e richiedenti asilo ci sono, attualmente, circa 136 mila persone ospiti dei Cas (Centri di Accoglienza Straordinaria) e circa 24 mila degli Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati).

In Provincia di Salerno parliamo di circa 2.700 persone, divise tra Cas e Sprar, su 1 milione e cento mila di abitanti, ovvero lo 0,24% della popolazione.

Spesso leggiamo questi numeri in modo freddo e distaccato, dimenticandoci che dietro i dati matematici sono celate storie di guerra, fame, povertà, malessere psico-fisico e tanto dolore.

Abbiamo intervistato Rosita Gigantino, segretaria di Sinistra Italiana Salerno, la quale ci ha spiegato come i rifugiati, provenienti da ogni parte dell’Africa, vengano visti come invasori alieni dalla maggioranza della popolazione. Questo clima di paura mista ad indifferenza ha creato quella che oggi definiamo “Emergenza Migranti”.

Per uscire dallo stato di emergenza, i membri del partito si rivolgono in prima persona a tutti i comuni del salernitano dato che ognuno di loro, forte dell’aiuto dell’organizzazione Medici Senza Frontiere, può fornire un sostegno essenziale a coloro i quali necessitano di un luogo sicuro in cui vivere, in modo particolare ai numerosi bambini.

La segretaria Gigantino ha inoltre ribadito più volte l’importanza di promuovere una politica sociale che non metta nelle mani dei privati la gestione dei progetti, per evitare che qualcuno ne faccia un business personale per arricchirsi.

«Gli uomini e le donne sbarcati dalla nave di Medici Senza Frontiere sono persone che hanno subito varie torture: violenze sessuali, bastonate, bruciature di sigarette e tutte le mortificazione di un campo di prigionia. Portano con sé un enorme bagaglio di esperienze durissime, ma invece qualcuno in città pensa di poterli accogliere con una bella etichetta, già prima che mettano piede, in molti casi per poche ore, a Salerno. “Ladri di lavoro, di schede telefoniche, di pasti prelibati e letti caldi”: così vengono etichettati dalla retorica reazionaria e fascista di mass e media e di alcuni irresponsabili. Bisognerebbe partire dal superamento della legge Bossi-Fini, la quale finora è riuscita quasi esclusivamente ad alimentare intolleranza e restrizione nei confronti delle popolazioni straniere».

L’appello è rivolto, pertanto, ai Comuni della provincia di Salerno, invitandoli ad aderire alla rete dell’accoglienza, mettendo anche a disposizione uno sportello ascolto che li guidi nell’ospitalità, in modo da rimettere in moto competenze e capacità di fare rete insieme alle associazioni, alle strutture e alle organizzazioni presenti sul territorio.

Maria Iemmino Pellegrino