Napoli. Paolo Giulierini, già direttore del MANN, all’indomani della bocciatura del TAR Lazio, è il vincitore del Premio Responsabilità Sociale Amato Lamberti, quarta edizione.

Il TAR Lazio si è pronunciato a seguito del ricorso promosso dal professore universitario Umberto Pappalardo, oggi professore a contratto presso l’ Università Suor Orsola Benincasa.
La sentenza del TAR Lazio, emessa il 17 gennaio 2017, e depositata il 24 maggio ha sospeso dalla direzione del MANN – Museo Archeologico di Napoli – Paolo Giulierini. Nelle motivazioni della sentenza il Tribunale Amministrativo della regione Lazio ha precisamente spiegato che alla selezione non potevano partecipare cittadini stranieri e i colloqui di selezione della fase finale si sarebbero dovuti tenere a porte aperte.
Con tale sentenza il TAR Lazio ha bocciato la nomina di cinque dei venti direttori di supermusei, oltre a Paolo Giulierini – direttore del MANN – , anche quella di Gabriel  Zuchtriegeldirettore del Parco Archeologico di Paestum. Inoltre, a causa della nazionalità è a rischio il responsabile del Museo di Capodimonte Sylvain Bellenger.
Non è mancata la replica amara  del ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini : «Che si faccia riferimento, per una parte della sentenza, al fatto che i direttori sono stranieri, a parte che chiamare stranieri cittadini europei è un po’ strano o sbagliato, contrasta con giurisprudenze e sentenze molto precise della Corte di giustizia europea e dello stesso Consiglio di Stato. Quello che mi preoccupa di più è che una cosa per cui l’Italia si è fatta apprezzare in tutto il mondo venga messa in discussione, peraltro ci sono anche delle conseguenze pratiche perché la sentenza è stata pubblicata e da oggi 5 importanti musei sono senza direttori».

Nel breve periodo in cui il MANN è stato sotto la direzione di Giulierini ha prodotto ottimi risultati quantitativi, quindi in termini di affluenza, e qualitativi, migliorando gli standard dei servizi erogati al pubblico. Ma sono state sufficienti delle pagine ricche di inchiostro per smantellare quanto era stato costruito in questo poco tempo.
Dal momento che gli eccellenti risultati sono di natura evidente, ad un palmo da naso di chiunque, un gruppo di intellettuali napoletani ha sottoscritto un documento  di solidarietà e stima “Noi stiamo con Paolo Giulierini”. Il documento è stato sottoscritto, tra i tanti, anche dal regista turco Ferzan Ozpetek, attualmente a Napoli per le riprese del suo prossimo film “Napoli velata”.  Proprio per questo motivo, l’assegnazione del premio Premio Responsabilità Sociale Amato Lamberti è stata confermata  dagli organizzatori l’Associazione Jonathan onlus e il Gruppo di Imprese sociali Gesco che «vogliono esprimere la loro totale e sincera solidarietà al manager e archeologo toscano, confidando che possa presto tornare a dirigere l’Archeologico».

Il premio ha il patrocinio del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di ComunitàMinistero della Giustizia, dell’Assessorato all’Istruzione e Politiche Sociali della Regione Campania e dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, ha il fine di “promuovere la responsabilità sociale come strumento di cittadinanza attiva, rivolgendosi a personalità che si siano distinte per la sensibilità e l’attenzione verso il mondo sociale, della cultura, del giornalismo e del lavoro”.
A tal proposito, Amato Lamberti, alla cui memoria è dedicato il premio, è stato presidente dell’ Osservatorio sulla camorra, presidente regionale dei Verdi e docente di Sociologia della devianza e della criminalità presso la Facoltà di Sociologia della Federico II. Forte personalità nel panorama di lotta contro le trattative tra la camorra e le istituzioni pubbliche e la politica.
Tra l’altro è stato interpretato da Renato Carpentieri nel film di Marco Risi “Fortapasc”.

La cerimonia di premiazione avverrà sabato 23 settembre 2017 presso il Centro Studi Europeo di Nisida.
A Giulierini, in particolare, andrà il premio “Napoli Città Solidale” : «Per aver reso il Mann un luogo aperto alla città e a tutti i cittadini – ai bambini, ai migranti, alle persone ipovedenti e non vedenti, a quelle con altre disabilità – interpretando concretamente la cultura come un concetto ampio e trasversale, con uno spirito solidale e attento alle dinamiche di una società complessa e in costante trasformazione».

Maria Luisa Allocca

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