L’Eredivisie è un campionato in cui, storicamente, si sono trovate squadre con un’etica del calcio e del lavoro in grado di dare risalto ai propri settori giovanili. Negli ultimi dieci anni, oltre ad allevare questi giovani, le squadre hanno cominciato a farli crescere  direttamente in prima squadra, aprendo loro le porte del vasto mercato calcistico europeo.

Uno dei prodotti più interessanti di questa schiera di giovani talenti proviene dal vivaio della squadra che quest’anno ha chiuso al secondo posto in Eredivisie: Matthijs de Ligt, difensore classe 1999; rappresenta il futuro più prossimo della difesa dell’Ajax.

Il giovane Matthijs de Ligt, di ruolo difensore centrale, nasce il 12 Agosto 1999 a Leiderdorp, Olanda; dal 2006 al 2009 milita nell’FC Abcoude, una squadra nella periferia di Utrecht. Nel 2009 viene prelevato dagli attenti dirigenti dell’Ajax, scommettendo sin da subito sul giovane talento olandese. Da Luglio 2015 comincia ad acquistare minutaggio con la squadra U19 dei lancieri: durante il campionato giovanile ottiene 29 presenze 5 gol, accumulando esperienza e cominciando a farsi notare nel panorama nazionale.

L’anno calcistico appena concluso ha visto il difensore diciassettenne impiegato sia con la squadra U21, sia come vero e proprio protagonista in prima squadra. L’Ajax, con la cooperazione reciproca dell’allenatore Bosz, ha messo in moto un cambiamento generazionale in tutti i reparti della prima squadra, dando la possibilità a molti ragazzi di affacciarsi al panorama europeo, ottenendo notevoli risultati.

Infatti, Matthijs de Light ha collezionato durante il campionato nazionale undici presenze mettendo a segno due reti, dimostrando una solidità e un’affidabilità difensiva che ha fatto ben sperare i dirigenti dell’Ajax. Tanto che, in Europa League, il giovane difensore ha partecipato a nove incontri, giocando praticamente sempre titolare dagli Ottavi fino alla Finale, persa 2-0 contro il Manchester United. Nella seconda competizione continentale, mette a segno altre due reti; riuscendo inoltre a trovarsi ben inserito nei meccanismi di gioco che una squadra così giovane comincia ad assimilare.

Pur essendo un classe 1999, il roccioso difensore dei lancieri, ha dato prova di grande maturità, non solo nel contesto europeo: ha fornito prestazioni di sacrificio, dando sicurezza ad un reparto che, con l’evoluzione necessaria del gioco, ha visto più coinvolti nella preparazione dell’azione offensiva proprio i difensori centrali. Ha mostrato grande tecnica e una buona velocità, oltre ad una duttilità nel ricoprire diversi ruoli nel campo che potrà tornare utile al ragazzo durante il corso della sua carriera.

Tuttavia il giovane talento deve ancora riuscire ad acquisire quella tenuta mentale che gli consentirebbe di tenere alta la tensione per tutti i 90 minuti: Matthijs de Light, infatti, si è fatto trovare spesso impreparato, con dei cali mentali evidenti sul campo, ovviamente contingenti all’andamento della squadra, ma comunque preoccupanti. Molto spesso, sparisce dalla manovra dell’azione di gioco, costringendo i centrocampisti a prendere palla troppo bassi e, spesso, pressati. Anche in nazionale, non ha saputo mantenere in più di un’occasione la freddezza necessaria ad affrontare alcune partite, concedendosi anche qualche cartellino di troppo. 

Ovviamente, l’Ajax è composta da molti giovani, i quali sono riusciti sì ad arrivare a dei risultati convincenti, ma che ancora hanno da limare e strutturare un gioco più canonico e ordinato. Molto di questo lavoro, sarà svolto durante la preparazione estiva, durante la quale le solite voci di mercato si faranno sentire più forti che mai, data anche l’assenza sul mercato europero di giovani difensori affidabili e di prospettiva. Il contratto di Matthijs de Light andrà in scadenza nel 2019 ed ancora non c’è stato un incontro tra le due parti in causa.

Non solo Matthijs de Light quindi, ma anche moltissimi altri giovani talenti saranno uno dei fulcri del mercato estivo in preparazione alla prossima stagione; che rappresenterà in un modo o nell’altro, l’ingresso di questo cambiamento generazionale nel panorama calcistico europeo.

Niccolò Inturrisi

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Nasce il 26 febbraio 1995 a Firenze, dopo aver terminato gli studi liceali nel 2015 lascia l’Italia e si trasferisce con la famiglia in Olanda, ad Amsterdam. Ora continua a lavorare come magazziniere in attesa di intraprendere gli studi. Il libro che lo ha colpito più di tutti è stato “La bestia umana” di Zola. Se proprio gli chiedessero di scegliere un autore preferito, opterebbe però per Dostoevskij. Coltiva molte altre passioni, tra cui la musica, nella quale si è cimentato per qualche anno suonando chitarra elettrica e basso. Ascolta tutti i generi possibili e il suo gruppo preferito in Italia restano gli Zen Circus, anche se adora De Andrè e Lucio Dalla (ma ne potrebbe citare molti altri), ma il suo primo amore rimangono i Pink Floyd. Grazie alla famiglia si porta dietro praticamente da tutta la vita la passione per il cinema. Adora Fellini e Monicelli, ma non disdegna anche registi esteri come Lynch, Scorsese e Tarantino.