Villa dei Cedri, importante centro riabilitativo situato a Lusciano in provincia di Caserta rischia la chiusura.

Il presidio, avendo in cura pazienti affetti da disabilità motorie tra cui molti minorenni, è considerato un’eccellenza dell’agro aversano. Nel tempo è divenuto uno degli ultimi baluardi di un territorio difficile, amministrato da una classe dirigente interessata soltanto a garantire gli interessi dell’edilizia locale spesso collusa: basti ricordare le accuse per le quali è stato recentemente arrestato, poi scarcerato, il sindaco di Aversa, già Presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Caserta.

La classe dirigente della Provincia ha eseguito i diktat dell’austerity tagliando progressivamente i servizi che garantiscono l’esercizio del principio di uguaglianza della nostra Costituzione: dopo la dimostrazione di incapacità di risolvere la delicate situazioni del Bacino di Crisi e della chiusura degli edifici scolastici sul territorio provinciale la sanità casertana ha visto ridursi ulteriormente le proprie risorse finanziarie.

Con la deliberazione n. 490 dello scorso 12 aprile il direttore generale dell’Asl di Caserta Mario De Biasio ha stabilito il tetto di spesa per l’anno 2017 che riduce drasticamente il budget non risparmiando nemmeno il settore della disabilità e seguendo per filo e per segno le disposizioni del Governo.

Si tratta di un duro colpo per la struttura che vede dimezzarsi i suoi fondi da 2 milioni e mezzo a 1 milione e mezzo di euro, cifra insufficiente per il mantenimento del personale e delle sue prestazioni. In mancanza di parametri finanziari di riferimento per il 2017 il centro ha continuato ad operare secondo le linee guida del 2016 vedendo improvvisamente esaurire le proprie risorse economiche fino ad arrivare alla situazione odierna.

Con la chiusura di Villa dei Cedri, i suoi 450 assistiti rischiano di non avere cure, mentre i 100 lavoratori che vi operano, molti dei quali con contratti a tempo indeterminato, rischiano il licenziamento.

E’ immediata la solidarietà dal mondo politico e sindacale. Il Consigliere regionale di opposizione Gianpiero Zinzi ha presentato un’interrogazione al Presidente De Luca, mentre i genitori dei pazienti, unitisi in un comitato, hanno scritto una lettera indirizzata alle istituzioni rimproverandone la distanza dai problemi delle persone che dovrebbero tutelare e che, invece, pagano sulla propria pelle le conseguenze della malapolitica.

Alla mancata risposta alla lettera, il comitato ha fatto seguire una manifestazione che si terrà lunedì 29 maggio alla quale parteciperanno i sindaci di Lusciano e dei comuni limitrofi di Aversa, Parete e Casal di Principe e i lavoratori coinvolti.

L’assemblea dei genitori e del personale di Villa dei Cedri si è conclusa con l’appello alla Regione Campania e al Prefetto di Caserta affinché istituiscano un tavolo di concertazione con l’Asl, alla quale i cittadini chiedono un confronto sulla situazione economica del centro.

La mobilitazione per la struttura di riabilitazione è una corsa disperata contro il tempo: le risorse a disposizione termineranno dal 1 luglio con gravi ripercussioni sull’occupazione e sul diritto alla salute.

Al momento l’appello del personale sanitario e delle famiglie dei pazienti è rimasto inascoltato infrangendosi contro il muro delle politiche governative che creano enormi e pericolose differenze tra Nord e del Sud Italia.

Il rischio di chiusura di Villa dei Cedri dimostra quanto i tagli dell’austerità, impartita da Bruxelles sui nostri Governi, si ripercuotano praticamente sui territori in tutta la propria drammaticità.

Eduardo Danzet