Sono passati ormai più di due mesi dalle dimissioni del commissario alla Sanità campana Joseph Polimeni, ma la luce in fondo al tunnel in cui si è infilata l’amministrazione della salute in Regione ancora non si vede. La dimensione politica del caso non si consuma più soltanto sull’asse Ministero – Regione, ma promette interessanti risvolti anche in seno alla maggioranza consiliare.

Proprio entro i confini campani, fa discutere la presa di posizione di Francesco Moxedano, che ha richiamato, nelle scorse ore, l’attenzione della maggioranza politica in Consiglio regionale sulla questione commissario, promettendo anche di attuare iniziative di protesta ad alto impatto mediatico contro lo stallo. Stando ad alcune dichiarazioni riportate dal Mattino, infatti, il consigliere di area IDV e componente della Commissione Sanità, avrebbe denunciato l’immobilismo del PD campano riguardo la promozione della nomina dello stesso de Luca a commissario.

Moxedano non si spiega «il silenzio del gruppo PD della Regione Campania, così come quello della delegazione parlamentare PD campana, in merito alla mancata nomina del commissario alla Sanità da parte del governo Gentiloni: l’immobilismo provocato da ciò non è forse di loro interesse?». Denunciando l’ormai pressoché totale collasso del sistema sanitario regionale, Moxedano ha quindi annunciato uno «sciopero della fame», nel caso in cui la questione non si sbloccherà rapidamente nel senso auspicato (almeno a parole) dalla maggioranza di governo campana: vale a dire, se De Luca non sarà finalmente nominato commissario.

Non va trascurato che è stato lo stesso Moxedano, nei giorni scorsi, a chiedere con insistenza una presa di posizione dello stesso PD, alzando il pressing nel tentativo di incentivare la messa «in atto tutte le iniziative necessarie per chiedere al governo Gentiloni l’immediata nomina del commissario alla Sanità, così come previsto dalla legge finanziaria». La denuncia delle malversazioni amministrative della sanità è sempre stato un punto fermo per il consigliere IDV, così come la sua convinzione che l’uomo giusto per risolvere definitivamente la crisi di servizi sia De Luca.

Proprio perché un riferimento allo scarso supporto politico ricevuto da De Luca proviene da un membro spesso in primo piano della sua maggioranza, a questo punto il “silenzio” del PD della Campania sulla questione commissario e sulla sua soluzione “interna”, auspicata da De Luca e più volte preannunciata, appunto, in base alle previsioni della Finanziaria, fa più rumore. Si tratta comunque finora, per la verità, di norme non ancora attuate, anche se la ricerca di un compromesso tra istituzioni nazionali e regionali è costante, almeno in apparenza.

Proprio nell’ultimo mese, sembrava ancora una volta che la situazione fosse in rapida evoluzione. Il Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin, che ha il potere effettivo di nomina del commissario, non più tardi di metà maggio aveva parlato a Napoli di «una nomina concordata» in dirittura d’arrivo entro pochi giorni. I soggetti della trattativa sarebbero dovuti essere lo stesso Ministro, il presidente del Consiglio Gentiloni e il Presidente della Regione De Luca. Questo annuncio sembrava indice di una ritrovata serenità tra le parti in causa, dopo mesi di freddezza sull’ipotesi di De Luca commissario.

Invece, nonostante i buoni auspici, niente di nuovo si vede sotto il sole della prima estate. Da sottolineare che De Luca, solitamente poco tenero coi suoi interlocutori politici, non ha comunque ceduto alla tentazione di puntare ancora il dito contro il Governo sull’argomento. Probabilmente perché ancora nutre la speranza (in effetti non del tutto infondata) che la soluzione della questione sanità presto sarà a lui favorevole, il Presidente della Regione ha rilasciato alcune dichiarazioni in cui sottolinea di comprendere i motivi dell’ulteriore ritardo nella designazione del commissario: l’agenda del Governo, ha ribadito De Luca, è stata densa di impegni internazionali che hanno distolto l’attenzione dalla questione – Campania. Tuttavia, ha proseguito, «adesso credo sia arrivato il momento di pensare alla sanità della Campania. Altrimenti, tra poco partono le elezioni, i ballottaggi, il G20 in Germania. Prendiamola così, in maniera leggera, ma il problema è pesante e grave».

A Palazzo Santa Lucia, rende noto il suo Inquilino, si preferisce che siano i fatti a parlare: la definizione dei vertici della ASL NA 1 e lo scioglimento definitivo del nodo dell’Ospedale del Mare sono prove indispensabili che De Luca deve superare, per dimostrarsi capace amministratore e oculato gestore di una sanità regionale che, in fondo,è commissariata dal 2009 a causa del suo plurimiliardario buco di bilancio.

Certo, un De Luca che a questo punto prende alla “leggera” la questione della nomina fa notizia anche da solo: tuttavia, è intuibile il valore politico della decisione del governatore di prendere ancora tempo, confidando nel fatto che presto arriverà, inevitabile, la soluzione alla crisi della salute regionale tanto desiderata.

Ludovico Maremonti

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Nato a Napoli 29 anni fa, ho conseguito la maturità classica nello storico Liceo “Sannazaro”, quindi la laurea magistrale in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Attualmente sono dottorando di ricerca in Storia delle Istituzioni presso l’Università “La Sapienza” di Roma. I miei interessi principali sono la geopolitica e il diritto internazionale, ma non dimentico di guardare anche ai problemi (e ai pregi) della mia terra.