Troppo forte il Real Madrid per questa Juventus che deve dire addio al sogno triplete. I bianconeri vengono letteralmente umiliati per 4-1 dai blancos nella finale Champions League, disputata al Millenium Stadium di Cardiff.

Una serata che il popolo bianconero vorrà dimenticare in fretta, nonostante ad inizio gara la formazione di Allegri avesse dato l’impressione di poter mettere in difficoltà le merengues. Pronti via Higuain e Pjanic impegnano seriamente Navas con due tiri velenosi dal limite. Poi sale il ritmo del Real che passa in vantaggio al 20′ con un tiro nell’angolino basso del solito Cristiano Ronaldo, che dimostra di essere l’uomo della provvidenza della squadra di Zidane. Vantaggio Real che provoca la forte reazione della Juventus: Alex Sandro supera la paura e inizia a spingere sull’out di sinistra, mentre Khedira e Pjanic guadagnano terreno e fiducia a centrocampo. L’atteso pareggio arriva al 27′ con un eurogoal di Mario Mandzukic, che con una rovesciata supera il portiere costaricense dei madrileni. La gara diventa spettacolare, con spazi che si creano per entrambi gli attacchi, e nervosa, con le ammonzioni di Dybala, Carvajal e Sergio Ramos. La prima frazione si chiude, però, sull’1-1.

finale champions Juventus Real
Cristiano Ronaldo giustizia la Juventus con una doppietta nella finala Champions (foto di repubblica.it).

Nella ripresa il Real entra in campo con un  atteggiamento diverso: Carvajal e Marcelo spingono con convinzione e, soprattutto, il centrocampo delle merengues finalmente sale in cattedra. Il professor Modric inizia a dare lezioni di calcio, dettando le geometrie di un reparto che finora non aveva per niente entusiasmato. Tuttavia ad esser decisivo, ancora una volta, è Casemiro (già aveva colpito il Napoli negli ottavi) che al 61′, con un tiro dalla distanza, beffa un non impeccabile Buffon. Tre giri di lancette e Ronaldo, su assist di Modric, mette fine al sogno juventino di poter alzare la coppa dalle grandi orecchie dopo ventuno anni. Nel contempo si spegnono le sicurezze della Juventus: le maglie della difesa si allargano, il pressing diventa disordinato e le ripartenze sterili. La pressione schiaccia letteralmente uno spento Dybala, sostituito al 78′ da Lemina, mentre nè Cuadrado nè Marchisio, subentrati, riescono a dare nuova verve alla formazione bianconera. Allegri cerca in tutti i modi di ridare motivazioni ai propri uomini, ma ottiene la reazione opposta. L’espulsione di Cuadrado nel finale e il gol del 4-1 di Asensio nel recupero lanciano nella storia il Real Madrid. I blancos, infatti, riescono ad alzare la dodicesima Champions e sono il primo club a trionfare per due anni consecutivi.

Le lacrime di Buffon, unite a quelle delle migliaia di tifosi bianconeri accorsi nella capitale gallese, esprimono l’enorme delusione che avvolge l’ambiente juventino. Il disappunto di Allegri a fine gara sentenzia la partita non brillante disputata dai suoi, che nel momento decisivo della gara hanno sofferto l’abitudine delle merengues a vincere.

Ivan D’Ercole