È stata inaugurata oggi ad Afragola la nuova stazione ferroviaria realizzata da Zaha Hadid Architects, lo studio fondato da Zaha Hadid, l’archistar anglo-irachena scomparsa nel 2016.

Ad inaugurare la stazione TAV, sigla che sta per Treni ad Alta Velocità, è stato il premier Gentiloni che ha tenuto un discorso sull’importanza di questa stazione per il futuro dell’Italia. Nonostante ciò, non sono mancati gli scontri tra i manifestanti No TAV e la polizia.

«Come rappresentanti del Governo e dello Stato – afferma durante il suo discorso il premier Paolo Gentiloni – dobbiamo dire molto chiaramente che lo Stato sarà presente in forze e garantirà la sicurezza in questo territorio, non è detto che con lo sviluppo arrivano violenza e corruzione, anzi deve succedere il contrario, lo sviluppo, deve essere occasione di rilancio e non di violenza.»

Eppure non è così che la pensano i manifestanti che oggi si sono recati alla stazione centrale di Napoli per protestare contro l’apertura della stazione.

Cariche alla Stazione Centrale!Blitz di cittadini e attivisti dei comitati campani in difesa per l'ambiente: fermiamo le camorre ad alta velocità! Con queste parole si presentava lo striscione delle decine di persone accorse oggi per contestare l'evento. La risposta? Manganelli, identificazioni, fermi. Il solito, ma in questo caso è opportuno fare un passo indietro.Stamattina – ad Afragola – in un contesto blindato si inaugura la stazione fantasma dell'Alta Velocità. Una passerella in grande stile che ha coinvolto il premier Gentiloni, il Ministro Del Rio, il presidente della Regione De Luca: tutti tranne i cittadini, ai quali ancora non è chiaro il destino del proprio territorio. Certo è che la TAV di Afragola meriterebbe tutto tranne che una kermesse. Troppe le ambiguità sulla direzione dei lavori, sulla proprietà dei terreni, i procedimenti di sequestro del 2014 e l'intervento di Antonio Moccia, figlio del boss Gennaro Moccia, per impedirlo. Di pochi giorni fa l'esecuzione di Salvatore Caputo, pezzo da novanta dell'imprenditoria locale e vittima eccellente del sistema di potere che stava provando a mettere le mani sulla gestione dei lavori di contorno alla TAV. In tutto questo dalle istituzioni la sola e costante negazione di ogni interesse camorristico nella grande opera che viene inaugurata. Del resto l'amministrazione regionale ci ha abituato da tempo alla prassi di negare l'evidenza come unica strategia politica: emanare un Piano Ecoballe che prevede discariche e dire che non è vero; alterare in modo fazioso le interpretazioni sui dati del Registro Tumori in Campania e negare il disastro ambientale; inaugurare una Grande Opera nel pieno di una guerra di camorra in cui ci si gioca il bottino e negare tutto.Se però al governo regionale e nazionale va bene raccontarsi bugie durante una cerimonia blindata devono sapere che i cittadini non ci stanno. Certo, in questo quadro di ambiguità in odore di camorra, che le forze dell'ordine si accaniscano sui cittadini che vogliono vederci chiaro con violenza è ancora più grave.

Pubblicato da Insurgencia su Martedì 6 giugno 2017

Lo slogan portato avanti dai manifestanti èfermiamo le camorre ad alta velocità”, dovuto al presunto coinvolgimento della camorra nella costruzione della nuova stazione ad alta velocità.

Questo presunto coinvolgimento è stato scatenato da un evento in particolare: l’uccisione di Salvatore Caputo, imprenditore afragolese legato alla famiglia Moccia, preannunciata del pentito Salvatore Scafuto, coinvolto nella costruzione della nuova stazione ad alta velocità.

«Lo uccideranno, perché ha fatto troppi soldi» ha, infatti, dichiarato Salvatore durante un’udienza svoltasi un paio di mesi fa.

Nonostante i terreni dove ora sorge la stazione TAV ad Afragola siano di proprietà della famiglia Moccia, si continua a negare qualsiasi coinvolgimento della camorra nella costruzione di quest’opera. Un video riportato però dal giornale Fanpage mostra il contrario.

«Troppe le ambiguità sulla direzione dei lavori, sulla proprietà dei terreni, i procedimenti di sequestro del 2014 e l’intervento di Antonio Moccia, figlio del boss Gennaro Moccia, per impedirlo. Di pochi giorni fa l’esecuzione di Salvatore Caputo, pezzo da novanta dell’imprenditoria locale e vittima eccellente del sistema di potere che stava provando a mettere le mani sulla gestione dei lavori di contorno alla TAV. In tutto questo dalle istituzioni la sola e costante negazione di ogni interesse camorristico nella grande opera che viene inaugurata.» commentano gli attivisti di Insurgencia.

TAV polizia manifestanti
Scontri alla stazione Centrale

La risposta della polizia ai dubbi e alla manifestazione di dissenso portata avanti dai cittadini è stata una violenta repressione, culminata con l’allontanamento dei manifestanti dal binario 17, dove politici e giornalisti hanno poi preso il treno per recarsi ad Afragola ed inaugurare la stazione TAV.

Andrea Chiara Petrone