Silvia Ruotolo aveva solo 39 anni quando è stata ammazzata per sbaglio dalla camorra. È stata colpita da un proiettile durante una sparatoria nel quartiere Arenella nell’11 giugno del 1997.

L’obiettivo del raid era Salvatore Raimondi, affiliato al clan Cimmino e avversario degli Alfano. Vennero sparati 40 proiettili quella mattina e solo uno fu fatale e decretò la morte di Silvia Ruotolo che morì sul colpo. Ad assistere alla sua cruenta fine furono i suoi due bambini, Francesco e Alessandra che all’epoca avevano rispettivamente 5 e 10 anni. Sono passati 20 anni da quel tragico giorno, 20 anni in cui la famiglia di Silvia ha chiesto giustizia e verità.

La giustizia arrivò nel 2001 quando la Corte d’Assise di Napoli condannò i responsabili della strage ossia Giovanni Alfano, Vincenzo Cacace, Mario Cerbone, Raffaele Rescigno e Rosario Privato all’ergastolo. Nel 2007 venne affidato alla famiglia di Silvia un risarcimento economico che diede vita qualche anno dopo alla Fondazione Silvia Ruotolo Onlus presieduta dalla figlia Alessandra Clemente, attualmente assessore alle Politiche Giovanili.

Per commemorare la memoria di Silvia Ruotolo, il 10 e l’11 giugno la Fondazione ha stipulato un programma ricco di musica, incontri e iniziative che verranno svolte in Piazza Medaglie D’Oro. Il ricordo di Silvia è vivo soprattutto negli angoli della città. All’Arenella, infatti, è stata intitolata una scuola a suo nome, la stessa che parteciperà insieme ad altre scuole del territorio alla manifestazione. Nei pressi della sua vecchia abitazione, invece, in memoria di Silvia Ruotolo sono stati intitolati i giardinetti di Medaglie d’Oro.

Lo scopo della manifestazione è quello di riconfermare e ricordare l’impegno che da 20 anni viene svolto per Silvia e per tutte le vittime innocenti della camorra.

“Silvia, a nome di tutte le vittime innocenti ci chiede un impegno per costruire una città sicura, sociale, sostenibile – si legge in un comunicato della Fondazione – Vogliamo accettare questa sfida contro la rassegnazione, contro la paura, contro la camorra. In piazza per costruire relazioni nuove tra le persone, per aprire il cuore alla speranza, per vivere meglio e insieme. La bellezza salverà il mondo!”

Maria Baldares

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Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l'altra parte della medaglia, quella positiva.

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