Mentre impazza il dibattito sulla legge elettorale, che potrebbe richiamare i cittadini al voto per le elezioni politiche entro la fine del 2018, un altro appuntamento elettorale è invece alle porte. Domenica 11 giugno, infatti, circa 9 milioni di italiani si recheranno alle urne per le elezioni amministrative.

I comuni impegnati alle elezioni saranno 1.005, a cui si aggiungono 5 comuni di Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige che invece hanno scelto come data per le amministrative il 7 maggio. I seggi saranno aperti dalle 7 alle 23, ma non è detto che tutti i comuni avranno, immediatamente dopo il voto, i nomi dei loro nuovi amministratori. Per i comuni con più di 15.000 abitanti, infatti, è previsto un turno di ballottaggio (che avrà luogo il 25 giugno) nel caso in cui nessuna lista dovesse raggiungere la maggioranza assoluta, ovvero il 50%+1 dei voti. Nei comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti, invece, basterà che una lista ottenga un voto in più delle altre per essere proclamata vincitrice. Maggiori informazioni sulle modalità di voto sono disponibili qui.

Sono 25 i capoluoghi di provincia chiamati alle urne per questa tornata delle amministrative, di cui 4 sono anche capoluogo di regione (Palermo, Genova, Catanzaro e L’Aquila). 8 invece le città che superano i 100.000 abitanti: Genova, Monza, Padova, Palermo, Parma, Piacenza, Taranto e Verona. Ma andiamo ad analizzare nel dettaglio la situazione di alcune delle città più rilevanti.

PALERMO
Qui il sindaco uscente è Leoluca Orlando, eletto con una coalizione di sinistra. Nei sondaggi proprio Orlando risulta essere il favorito, con il 38% delle preferenze. Il sindaco è appoggiato da una coalizione di centrosinistra in cui però è da notare l’assenza del logo del PD, comunque presente nella lista “Democratici e Popolari”. Ad inseguire Fabrizio Ferrandelli (Forza Italia, 31%) e Ugo Forello (Movimento 5 Stelle, 21%)

GENOVA
Il sindaco è Marco Doria, eletto con il centrosinistra. Storicamente una roccaforte PD, il candidato favorito è quindi Gianni Crivello, accreditato dai sondaggi del 37% dei voti. Non lontano però Marco Bucci, candidato del centrodestra unito, intorno al 30% delle preferenze, mentre resta fermo al 20% Luca Pirondini del M5S, penalizzato anche dal caso Cassimatis. L’ex candidata del Movimento, dopo la bocciatura da parte di Beppe Grillo, ha infatti deciso di correre con una sua lista indipendente.

CATANZARO
Nel capoluogo calabrese, è strafavorita per la riconferma l’amministrazione uscente targata Abramo, appoggiata da Forza Italia e che sembra poter raggiungere già al primo turno il 51% necessario ad evitare il ballottaggio. Distanti Vincenzo Ciconte (PD, 27%) e Bianca Laura Granato (M5S, 11%).

L’AQUILA
Qui il sindaco uscente è Massimo Cialente, del PD. Non sono disponibili sondaggi ufficiali, tuttavia la carica di primo cittadino sembra contesa in una corsa a due tra Americo di Benedetto (Centrosinistra) e Pierluigi Biondi (Centrodestra), con Fabrizio Righetti (M5S), Nicola Trifuoggi (Possibile) e Carla Cimoroni (Rifondazione Comunista) possibili outsider.

PADOVA
A Padova si torna al voto a tre anni dalle amministrative del 2014 che videro la vittoria del centrodestra con Massimo Bitonci, la cui giunta è però caduta a fine 2016. Favorito per la riconferma Bitonci, dato dai sondaggi al 41% circa, che dovrà vedersela con Sergio Giordani del PD, previsto intorno al 35%. Più lontani Simone Borile (M5S, 12%) e Arturo Lorenzoni (Sinistra, 9%).

PARMA
A Parma i riflettori sono puntati sul sindaco uscente Federico Pizzarotti, eletto con il Movimento 5 Stelle ma poi fuoriuscito dopo la rottura con Grillo. Pizzarotti si presenta da indipendente e i sondaggi sembrerebbero premiare la sua lista “Effetto Parma” con il 32% dei voti. Ad insidiarlo Paolo Scarpa, candidato del PD dato intorno al 35%, e la candidata del centrodestra Laura Cavandoli (14%). Da notare la presenza del Movimento 5 Stelle in opposizione a Pizzarotti con Daniele Ghirarduzzi (9%).

VERONA
A Verona il sindaco uscente è Flavio Tosi, eletto con la Lega Nord ma poi separatosi dal partito durante il mandato. I candidati principali per queste elezioni sono Federico Sboarina (centrodestra, 31%), Orietta Salemi (PD, 21%) e Alessandro Gennari (M5S, 19%). Da segnalare poi la candidatura da indipendente della compagna di Tosi, Patrizia Bisinella, accreditata del 15% circa.

TARANTO
Per concludere, di nuovo uno sguardo al Sud e precisamente in una città dove la situazione politica appare molto caotica. Il candidato principale sembra essere Francesco Nevoli del M5S (30% circa), che andrebbe a raccogliere il testimone di Ippazio Stefano. A giocarsela con i pentastellati sarebbe Giancarlo Cito (Lega Azione Meridionale, 18%), oltre ad una buona rappresentanza dell’area ambientalista (9%), a testimonianza di una situazione difficile per i partiti tradizionali.

Simone Martuscelli

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