Due team di ricercatori, uno guidato dal francese Jean-Jacques Hublin del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia e l’altro da da Daniel Richter del Max-Planck-Institut e da Abdelouahed Ben-ncer dell’ Institut national des sciences de l’archéologie et du patrimoine del Marocco hanno recentemente rinvenuto a Jebel Irhoud in Marocco dei resti umani appartenenti a cinque esemplari di ominidi risalenti a circa 300-350 mila anni fa. La scoperta, alla quale sono stati dedicati ben due articoli sulla nota rivista scientifica Nature, ha completamente rivoluzionato la teoria classica secondo la quale l’uomo moderno avrebbe avuto origine in Etiopia circa 200 mila anni fa.

Le ossa in questione furono trovate nel 1967, ma solo oggi è stato possibile datarle con precisione grazie ai moderni metodi. Richter, uno degli autori della ricerca, ha spiegato meglio il processo utilizzato dagli scienziati per scoprire l’età dei fossili  da loro rinvenuti: ‘’Siamo stati fortunati che molti dei manufatti in selce di Jebel Irhoud erano  stati riscaldati in passato. Questo ci ha permesso di applicare le metodologie della termoluminescenza sui manufatti in selce e stabilire una cronologia coerente per i nuovi fossili di ominidi e gli strati sopra di loro”.

L’uomo di Jebel Irhoud Essi presenta  tratti molto simili a quelli dell’Homo Sapiens, ma si differenzia per la forma del cranio di grandi dimensioni (1200 centimetri cubi) e volto, mandibole e denti molto simili ai nostri. Jacques Hublin ha commentato così la scoperta del proprio gruppo di ricerca: “Probabilmente la più bella mandibola di Homo sapiens in Africa. La faccia di questi primi sapiens è la faccia di qualcuno che potremmo incontrare tutti i giorni nella metro.” 

I fossili in questione sono stati ritrovati accanto a ossa di animali e selci scheggiate unite a manico associate alla Media Età della Pietra. Questo dimostra che l’ominide in questione riuscisse a cacciare con utensili innovativi per la propria epoca. Gli animali prediletti dall’uomo di Jebel Irhoud erano gazzelle, zebre, antilopi, gnu, lepri, tartarughe, istrici e serpenti anche se, come dimostrato dai resti ritrovati al loro fianco, essi non disdegnavano i molluschi. I dati ricavati dai fossili recentemente rinvenuti aiutano a far chiarezza sull’evoluzione dell’Homo sapiens, avvenuta molto prima di quanto si pensasse.

Eugenio Fiorentino

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Eugenio Fiorentino, nato il 3/2/1992 a Napoli, dove ho sempre vissuto. Ho frequentato le scuole presso l'istituto Suore Bethlemite ed ho poi conseguito la licenza liceale presso il X Liceo Scientifico Statale, Elio Vittorini. Sempre promosso a pieni voti. Nel 2010 mi sono iscritto all'istituto Suor Orsola Benincasa, alla facoltà Scienze delle Comunicazioni, conseguendo i primi esami fino al settembre 2011, data in cui a causa di un gravissimo incidente subito ho interrotto gli studi. Dopo un lungo periodo riabilitativo, che tutt'ora sto sostenendo, ho ripreso gli studi nel 2014, conseguendo anche il passaggio al primo esame: Informazione e cultura digitale. Ho praticato molti sport, tra i quali nuoto e calcio a livello agonistico. Ho anche grandi passioni riguardo Musica, Calcio e Motociclismo, ma ultimamente ho avuto modo di apprezzare, anche per vicende personali, tutto l'ambito della riabilitazione neuro-motoria, che è un campo in grande crescita ed espansione.