È stata necessaria la più grande prestazione che si sia mai vista in una partita delle Finals per mettere al tappeto i Golden State Warriors. Cleveland risorge in gara-4 e riporta la serie in California sul 3-1, esattamente come l’anno scorso. Scintille in campo che hanno portato gli arbitri a svolgere un lavoro extra importante. James supera Magic Johnson per triple-doppie nella storia delle Finals (9) e diventa il miglior tiratore di liberi della storia dei playoff (1467). E se questi sono Kyrie Irving (40 punti, 7 rimbalzi, 4 assist) e Kevin Love (23 punti, 75% da tre), allora Cleveland può ancora sperare.

Cleveland
Non era bastata la prestazione (quasi) perfetta di gara-3 per portare a casa una vittoria. E cosi, Cleveland decide di regolare l’altezza dell’asticella ancor più verso l’alto, dove neanche questi Warriors possono arrivare. Record di punti segnati nel primo quarto (49), record di punti segnati nel primo tempo (86), record di triple segnate (24), offensive rating di 136.1 punti. Sono questi i numeri irreali che descrivono la migliore partita giocata da una singola squadra nella storia delle Finals. Per una volta, Tyronn Lue porta a casa the all package: non solo LeBron e Kyrie ma anche – e soprattutto – Love, Smith, Shumpert, Korver. Si è sbloccato pure Deron Williams, mai a segno nelle precedenti tre partite. Tristan Thompson è tornato a giganteggiare sotto canestro, raccogliendo 10 rimbalzi, uno solo in meno rispetto al totale delle precedenti tre gare. È in questo modo che i Cavs possono ancora sperare di tenere aperta la serie, giocando di squadra e non sbagliando quanto conta.

Il peso di giocare contro una squadra del genere, ti porta spesso anche a dubitare delle tue capacità, quelle che ti hanno spinto fino alle Finali. È successo anche questo a Cleveland, che nelle prime tre gare ha tirato con il 29% da dietro l’arco, e molto spesso – in gara-3 soprattutto – ha esitato a prendere dei tiri. E se alla forza dell’avversario aggiungi anche le tue incertezze, allora davvero non c’è storia. Stanotte, però, non è capitato. Sarà perché non hanno più nulla da perdere, ma Cleveland ha giocato come mai fatto prima d’ora. Le percentuali si sono alzate drasticamente (53.3% da tre), le spaziature sono state ottime e James è stato James. Il “playmaker” di oltre due metri e centodieci chili sta giocando ad un ritmo e ad un livello difficilmente replicabile. I Cavs dipendono da lui e svaniscono ogni volta che non è presente sul parquet: nelle ultime due gare la squadra è +39 con lui in campo e -23 quando siede in panca.

Cleveland

Gara-4. È evidente che Cleveland si sia costruita la vittoria nel primo periodo, esattamente come fece l’anno scorso in gara-3. Il distacco di 16 punti alla sirena (49-33) dice sostanzialmente tutto. O quasi, perché poteva essere maggiore se non avessero sbagliato ben 8 tiri liberi (14/22). Golden State d’altro canto deve fare i conti con i falli: 2 per Curry, Iguodala, Thompson e Green. Nel secondo quarto gli Warriors provano a rientrare in partita ma per i padroni di casa è one of those nights: entra praticamente tutto, anche una tripla di Jr.Smith da centrocampo. Irving è mostruoso nel primo tempo (28 punti con il 78.6% dal campo) e il tabellino all’intervallo segnala 86-68. La tripla mostruosa di Durant “limita” i danni.

Il terzo quarto è probabilmente quello più combattuto dell’intera serie. Cleveland sa che deve tenere il vantaggio, Golden State vuole provare a rientrare. E così si scaldano gli animi. Il primo faccia a faccia è tra James e Durant, che si beccano un tecnico. Poi tocca a Draymond Green, che viene espulso per doppio tecnico. E, invece no. Resta. Mistero e sgomento sulla panchina dei Cavs. C’è stato un errore nella trascrizione del primo tecnico al n.23: non era per lui ma per Kerr. Doppio errore degli arbitri in questo caso, perché il primo tecnico effettivamente era da dare a Green, mentre il secondo è totalmente inesistente. Infine è il turno di Matt Barnes e David West, che iniziano un alterco con un tifoso a bordocampo. Il ragazzo verrà poi allontanato dal palazzetto. Tra un diverbio e l’altro c’è anche della pallacanestro. Spicca su tutte l’auto-assist di LeBron con schiacciata. La partita si chiude nei minuti finali del terzo periodo: tripla di Williams, risponde Curry e poi ci pensa il Re. Game, set and match. Si torna in California. E siamo 3-1 per Golden State… risultato familiare, no?

Michele Di Mauro

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