L’esperienza di un’arte dinamica e avvolgente torna nelle sontuose stanze di Palazzo Albergati. Il noto edificio storico, dopo aver ospitato l’estro inconfondibile di Frida Khalo e i pezzi unici della collezione Gelman, riapre al pubblico con MIRó!Sogno e colore. La mostra, inaugurata lo scorso 11 aprile, potrà essere visitata fino al 17 settembre 2017.

L’iter artistico è stato dedicato a Camillo Bersani, recentemente scomparso, grazie al quale Palazzo Albergati da semplice proprietà privata è divenuta un’insostituibile teca e museo d’arte, per percorsi atemporali che ricongiungono opere storiche e spettatori appassionati. Bologna dunque riunisce sotto un unico tetto il tratto originale di un artista fuori da ogni schema e riluttante a conformi etichette: MIRó!Sogno e colore, istruisce e rievoca il genio spagnolo proiettandolo attraverso 130 opere, tra cui 100 olii.

Un effetto domino trascinante e coinvolgente che ricalca i confini di una calda Spagna, passa a rassegna il periodo parigino, l’influenza dell’espressionismo americano e l’interesse sfrenato per la simbologia dell’arte orientale. Tornano e resistono le ambigue figure su tele perlopiù senza titolo, belle al di là di ogni interpretazione; si imprimono nella mente colori forti e decisi come il rosso della passione e il blu dei sogni. Firma timbrica, l’immancabile asterisco. Semplice e stilizzata proprio come l’arte dell’ultimo Joan Miró: un’arte violenta, diretta, scarna di cromatismi.

«La tensione è sempre più viva. Più invecchio, più forte è la tensione. Questo inquieta mia moglie. Più invecchio, più divento matto, aggressivo, persino cattivo, se vuole.»

Miró muove i suoi primi passi in una Barcellona del primo ‘900, dinamica e viva di cambiamenti urbani, politici e sociali: la Catalogna è la sua prima musa, terra natia e protagonista di archetipi paesaggi diurni e notturni.

«La terra, la terra, nient’altro che la terra. È la terra, la terra. È più forte di me. Le montagne fantastiche hanno un ruolo importante nella mia vita, e anche il cielo. Ma non nel senso del romanticismo tedesco; più che di visione, si tratta del cozzo di queste forme contro il mio spirito[…]»

Il crudo cordone ombelicale che lo lega alla natura, lo porta ad interessarsi al primitivo, a quell’arte fatta di linee dritte e di semplici forme. Infatti la rude arte primordiale e popolare paradossalmente accorda etnie e secoli, fissandosi nell’immaginario collettivo con un significato universale. Le pitture sulle pareti delle grotte suggeriscono la pulizia dei tratti e le sculture precolombiane spiegano la verticalità: tutto viene realizzato da uomini che avevano come essenziale arnese le proprie mani.

«Le  mani  sono  proprio  una  bella  invenzione.  L’ intreccio  delle  linee  sul  palmo  della  mano  è  come  uno  strano rametto  caduto  per  terra,  è  pieno  di  poesia.»

Miró dunque è artista fuori dal tempo e, qual si voglia, artigiano: primitivo e allo stesso tempo d’avanguardia e rivoluzionario. Le mani e il corpo si riversano nelle sue tele, stese spesso sul pavimento in fase di elaborazione così che per lui fosse più facile entrarvi e parteciparvi.

Una praticità concreta che non escludeva la vena sensibile e profonda del poeta. Come una sorta di albatros boudelariano, Miró risultava inappropriato tra gli esseri pedestri per quelle sue ali da gigante; era invece sublime in volo e sicuro in tempi incerti di tempesta.

«Pittura e poesia si fanno come si fa l’amore; scambiandosi il sangue in un abbraccio totale, senza alcuna prudenza, senza alcuna protezione.»

Un excursus tra stanze eloquenti, diviso su più piani, fatto di meraviglie ed enigmi. In fondo un’ultima sala dietro una tenda: il buio, un divano e la proiezione sul soffitto di tutte le opere in sequenza.La mostra è stata realizzata con il patrocinio del Comune di Bologna, magistralmente organizzata dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con Fondazione Pilar e Joan Miro di Maiorca e curata da Pilar Baos Rodríguez e Francisco Copado Carralero.

MIRó!Sogno e colore vi aspetta a Bologna in via Saragozza 28, accessibile tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00. Per maggiori informazioni, recarsi sul sito ufficiale dell’evento.

Pamela Valerio