La Colombia è il primo paese al mondo per biodiversità e vanta cinque zone climatiche (Amazzonia, Ande, Caraibi, Insulare, Orinoco e Pacifico) che si differenziano tra loro per la grande varietà di paesaggi, flora e fauna. Il paese sudamericano è caratterizzato dalla presenza di 311 ecosistemi  e 55 specie differenti di piante e animali ed è stato inserito nella lista dei 17 paesi ‘’megadiversi’’, ossia il gruppo dei paesi di tutto il mondo che detengono la maggioranza delle specie viventi.

Oggigiorno, nonostante i progressi fatti nella costruzione di infrastrutture urbane, la Colombia risulta ancora puntellata di aree verdi popolate soltanto dalle popolazioni indigene del luogo. In queste zone è possibile ammirare paesaggi unici nel loro genere come ad esempio il deserto di Tatacoa, la Sierra Nevada, spiagge coralline e immense zone umide, foreste, savane e pianure.

Il 40% del territorio è ricoperto dalla foresta amazzonica che contribuisce a donare ossigeno agli abitanti. Oltre al verde il Paese dispone anche di ingenti risorse idriche (23 milioni di metri cubi l’anno) che forniscono acqua a circa 25 milioni di abitanti e del pàramo, un’area umida grande più o meno 30 mila chilometri ricca di specie endemiche, muschi e licheni.

Il merito della presenza di aree verdi va ai Governi che hanno da sempre tutelato il territorio con politiche ambientali volte a valorizzarlo. La Colombia vanta, infatti, di 49 parchi nazionali e varie riserve regionali e l’inclusione da parte dell’Unesco nella lista dei siti Patrimonio mondiale dell’umanità per la sua ricchezza di biodiversità.

La Colombia è una nazione molto avanzata anche dal punto di vista agricolo con numerosi progetti di agricoltura sostenibile. Il Paese è noto per la grande varietà di frutti tropicali tra cui avocado, uchuva e gulupa e soprattutto  per i suoi campi di caffè, la cui produzione avviene in maniera del tutto artigianale, situati nelle foresta.  A causa di questa sua ultima peculiarità nel 2011 l’ Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura l’ha nominata Paisaje cultural cafetero.

Nonostante l’attenzione dei politici locali e dei cittadini alla tematiche ambientali e climatiche il 92% dei ghiacciai colombiani è scomparso nel giro di 150 anni con una media del 3% all’anno. Il Governo locale si è detto molto preoccupato a riguardo in quanto entro trent’anni i ghiacci del Paese potrebbero scomparire del tutto e, in tal caso, le ripercussioni sul clima sarebbero molto gravi. Urgono misure immediate per evitare il peggio e per tutelare un Paese unico nel suo genere.

Vincenzo Nicoletti