Napoli – Risale a pochi giorni fa la pubblicazione della foto che ritrae una donna ricoverata all’ospedale San Paolo ricoperta di formiche.

Sanità pubblica, condizioni igieniche, ospedali

Questa foto ha dato il via a numerose polemiche e a un nuovo interessamento per la sanità pubblica napoletana.

Ma il San Paolo non è l’unico ospedale a trovarsi in pessime condizioni igieniche, come dimostrano le numerose segnalazioni apparse in questi giorni sui social media. Arriva la denuncia del consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, che ci spiega:

«Quando De Luca dice che la camorra è negli ospedali, dice la verità. La camorra è legata alle ditte che hanno ottenuto gli appalti. Questa si trova soprattutto in 3 settori: vigilanza, pulizia e mensa. La camorra deve sempre lucrare il massimo su tutto, di conseguenza il servizio diventa scadente. Solo un esempio sono le condizioni igieniche, ridotte in questo stato per colpa di ditte che non svolgono il loro lavoro, personale che non si presenta durante i turni di pulizie. Ma potremmo parlare anche delle mense, che servono cibo sempre più scadente.»

Le condizioni igieniche degli ospedali del napoletano, anche se costituiscono un problema di massima rilevanza, non sono, purtroppo, l’unico.

Mentre l’attenzione mediatica è concentrata sulle formiche negli ospedali, altri complessi ospedalieri si vedono imporre la chiusura di alcuni reparti.

Un esempio è l’ospedale Pellegrini, dove sono a rischio chiusura i reparti di oculistica e otorinolaringoiatria.

Sanità pubblica. condizioni igieniche, ospedali
Ospedale Pellegrini

La chiusura dei reparti era prevista entro il mese di giugno e questo ha subito scatenato delle forti proteste da parte dei cittadini che rivendicano il loro diritto alla sanità pubblica.

Le condizioni degli ospedali pubblici spingono sempre di più la popolazione a rivolgersi a complessi ospedalieri privati, che nella maggior parte dei casi sono anche molto costosi.

“L’intento generale ormai è di smantellare man mano la sanità pubblica per costringere noi abitanti a rivolgerci, nell’emergenza, alla corsa disperata verso l’ospedale del Mare a Ponticelli e, per l’ordinaria assistenza, sempre di più ai privati, eliminando progressivamente un diritto fondamentale, il diritto di tutti alle cure previsto dall’art 32 della nostra Costituzione” – hanno dichiarato gli attivisti che protestano contro la chiusura di questi reparti.

Si ricorda come lo scorso ottobre l’ospedale San Gennaro di Napoli, situato nel Rione Sanità, abbia subito la stessa sorte. La volontà è quella di chiudere il reparto di oncologia, trasferendo personale e pazienti presso l’ospedale Ascalesi.

Sanità pubblica. condizioni igieniche, ospedali
Striscione di protesta contro la chiusura dell’ospedale San Gennaro, Rione Sanità.

L’intento, esplicato nel Decreto Regionale 33 dello scorso 30 settembre, è quello di trasformare il presidio ospedaliero in polo territoriale riabilitativo e polispecialistico con accesso tramite ticket.

Il motore di tutto ciò sembra essere sempre lo stesso: abbandonare a se stessa la sanità pubblica per spingere sempre di più a una privatizzazione dei complessi ospedalieri.

Andrea Chiara Petrone

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Studentessa di culture digitali e della comunicazione. Amo profondamente leggere, dai grandi classici della letteratura fino ad arrivare agli autori contemporanei. Non amo particolarmente il cinema ma sono una patita delle serie tv. Il mio sogno è poter diventare un giorno giornalista, poter viaggiare e studiare le diverse culture che popolano il nostro mondo.