Rischia di provocare un disastro ambientale l’incendio propagatosi all’interno dell’azienda di stoccaggio rifiuti “Sele Ambiente“, di proprietà della famiglia Meluzio, già in passato al centro di vicende concernenti lo smaltimento illegale di rifiuti.

Domenica scorsa, intorno alle 15, una nube scura ha coperto il cielo di Battipaglia. L’azienda di stoccaggio rifiuti di plastica “Sele Ambiente“, facente capo a Morgan Meluzio, è andata in fiamme. Ed ora nella cittadina capofila della Piana del Sele si teme il disastro ambientale. Sì, perché la diossina sprigionata dal rogo ha inquinato l’ambiente battipagliese, costringendo i caschi rossi ha lavorare per oltre 24 ore prima di domare completamente le fiamme. I residenti di via Bosco II sono stati costretti ad evacuare la zona, in seguito ad un’ordinanza del Comune, così come le aziende che operavano nel raggio di un chilometro non hanno potuto mandare avanti le loro attività.

L’Ente, in accordo con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale, ha sottoscritto un protocollo d’intesa per avviare i campionamenti sui terreni agricoli e sulle aree che rischierebbero di essere state contaminate. Anche l’Arpac ha installato delle centraline e, nelle prossime ore, comunicherà i risultati delle analisi alla Prefettura che, di seguito, provvederà a renderli noto al sindaco.

I produttori del settore agroalimentare della zona potranno rivolgersi al desk informativo e prenotare gratuitamente i campionamenti chiamando il numero verde 800134622. Ma in città qualcuno crede che l’Amministrazione non si stia muovendo nella direzione giusta:

«La città vive una vera e propria emergenza ambientale affrontata con interventi sporadici – dice Lucia Ferraioli, presidente dell’Associazione Rinascita (commercianti Battipaglia) – Su una problematica così importante, quale la salute dei cittadini, registriamo i soliti ed ormai insopportabili silenzi. Chiediamo, ancora una volta, un salto di qualità nell’azione amministrativa per la cura dell’ambiente».

Il primo cittadino Cecilia Francese, ha assicurato che, qualora se ne ravvisasse il dolo, «Il comune è pronto a costituirsi parte civile». Le forze dell’ordine sono a lavoro per ricostruire la dinamica dell’incendio. Doloso, fortuito o a scopo di truffa: non si esclude nessuna pista. Sulla vicenda, anche “Legambiente” è pronta a scendere in campo. «Siamo pronti a presentare un esposto contro ignoti, alle autorità competenti, in base alla legge sugli ecoreati. Si prefigura – dice Alfredo Napoli, presidente di Legambiente Battipaglia – un disastro ambientale di dimensioni preoccupanti».

Pure i residenti hanno manifestato forte disappunto per l’episodio di domenica chiedendo una maggiore tutela del territorio al fine di scongiurare che eventi del genere possano ripetersi.

Paolo Vacca