I pirosomi o Lucie sono tunicati dal corpo conico e gelatinoso diffusi in Costa d’Avorio, Mediterraneo e nelle acque al largo di Australia e Florida le cui dimensioni possono variare da pochi centimetri a una decina di metri. Sulla loro superficie sono presenti dei batteri bioluminescenti che emettono segnali luminosi in grado di cambiare colore e intensità e di attirare altri pirosomi. È da quest’ultima peculiarità che deriva il loro nome che letteralmente significa ‘’corpo di fuoco’’.

Ancora ignoto di cosa si nutrono queste curiose creature e chi siano i loro predatori. Con molta probabilità si nutrono di un particellato molto sottile, ma è difficile stabilire con precisione di cosa si tratta. Alcuni pescatori e ricercatori ne hanno trovati alcuni nello stomaco di alcuni pesci come ad esempio salmoni reali e carbonari dell’Alaska che, con molta probabilità, li hanno ingeriti non intenzionalmente.

Solitamente è possibile trovarli in profondità e nelle ora notturne in superficie, ma a causa dei cambiamenti climatici in atto i loro cicli vitali hanno subito un forte mutamento. A partire dal 2014 le temperature delle acque del Pacifico orientale si sono alzate di molto e nel 2015 si sono verificate elevate concentrazioni di pirosomi, squali d’acqua calda, tonni, serpenti marini tropicali e alghe tossiche che hanno portato alla moria di numerose specie animali locali. Nel corso degli ultimi mesi le acque sono ritornate alla normalità e ciò ha incrementato ulteriormente la presenza delle Lucie.

L’invasione di pirosomi sta causando spiaggiamenti di massa e danni alla pesca locale dato che molto spesso questo curioso animale rimane impigliato nelle reti da pesca. Di recente una nave da pesca ne ha catturati 50mila nel giro di cinque minuti al largo delle coste dell’Oregon, mentre Leon Shaul dell’Alaska Department of Fish and Game ha raccontato: “Pescando salmoni reali alla traina, in acque semi-profonde, i pescatori trascinavano reti con 50 ami e c’erano queste cose appese praticamente a tutti. Si è arrivati al punto in cui per loro era impossibile pescare”.

A lungo andare i pirosomi potrebbero compromettere l’ecosistema marino. Ciò che preoccupa i ricercatori è un’eventuale moria di massa dell’animale: i loro corpi in putrefazione comporterebbero un assorbimento di ossigeno tale da mettere in serio pericolo il resto della fauna e flora marina. L’impatto sulla catena alimentare e le dinamiche delle popolazione di Lucie sono sconosciute, ma anch’essi potrebbero creare seri danni alla vita marina. I ricercatori sono preoccupati e sono intenzionati a studiare più a fondo il comportamento dei pirosomi. Basteranno i loro studi a mettere al sicuro le creature del Pacifico?

Vincenzo Nicoletti