Il brainch della domenica: Meglio Ius Soli che male accompagnati

 

Cari lettori,
mentre leggete queste righe, c’è chi difende la patria e combatte per le vostre vite contro l’invasore straniero venuto per sottomettervi, vietarvi di mangiare mortadella e imporvi la cipolla nel kebab.

Sembrano immaginare così l’Italia fra vent’anni i militanti di Forza Nuova, di Casapound, della Lega Nord: una succursale dell’Africa nera ridotta a un pugno di sabbia e terra sterile, invasa da mosche e moschee, abitata da stupratori e vucumprà che si trufferanno a vicenda dal momento che non sarà rimasto più nessun italiano.

Il Brainch della domenica
Illustrazione a cura di Antonella Monticelli

Nel frattempo, è approdato in Senato il disegno di legge sullo ius soli, il diritto di cittadinanza legato alla nascita entro i confini del nostro territorio – a precise condizioni. La legge fu votata dalla Camera già nell’ottobre 2015, ed ora il Partito Democratico vorrebbe fosse approvata definitivamente prima della fine della legislatura; ma in Senato gli equilibri sono più sottili, e potrebbe essere necessario fare ricorso al voto di fiducia.

Senza approfondire gli aspetti tecnici della legge in questione, che pure contiene elementi di criticità come i requisiti legati al reddito, è opportuno capire i motivi di un dibattito così acceso e le argomentazioni deliranti di giornali come Libero e il Fatto Quotidiano, lesti ad allinearsi coi loro partiti di riferimento e a cavalcare l’onda del sensazionalismo catastrofistico.

Perché lo ius soli, che esiste già negli Stati Uniti di Trump, fa così paura?

Le ragioni in ballo, com’è facile immaginare, sono di tipo politico ed economico: nulla a che vedere con la religione, le tradizioni, la cultura e ipocrisie del genere. Cerchiamo di analizzarne alcune in modo semplice.

Punto primo: concedere la cittadinanza agli stranieri è un modo per “comprare” il loro voto e incrementare il bacino di elettori.
Ipotesi poco plausibile, dal momento che si tratta di una platea troppo ristretta per spostare gli equilibri elettorali. Lo studio della Fondazione Leone Moressa, riportato su Repubblica, quantifica in 800 mila i minori potenzialmente interessati dalla riforma. Fino a quando avranno tutti raggiunto la maggiore età per votare, il PD potrebbe non esistere più. Cosa che, sinceramente, mi auguro anche.

Punto secondo: regolarizzare gli stranieri è un invito a raggiungere l’Italia e fare figli, nonché un regalo per le coop rosse che gestiscono i centri d’accoglienza lucrandoci sopra.
Premettendo che la legge sullo ius soli pone precisi paletti sull’ottenimento della cittadinanza anche ai genitori, e che un italiano a tutti gli effetti non avrebbe ragione di soggiornare in uno di quei fantastici “hotel a 5 stelle” offerto dai contribuenti, non è certo negando la cittadinanza che si contrasta la speculazione e si garantisce dignità umana ai migranti.

Punto terzo: lo scopo dello ius soli è quello di attuare una progressiva sostituzione della gens italiana con nuova manodopera, meno costosa e meno esigente, così da favorire le grandi multinazionali attraverso una competizione al ribasso su salari e diritti.
Alla mente illuminata che ha partorito quest’idea dico: buongiorno! I meccanismi perversi della guerra tra poveri innescati dal capitalismo sono in atto già da lungo tempo, e i mutamenti demografici, come sostenuto anche da Erri De Luca, oltre ad essere del tutto naturali e inevitabili, sono anche l’ago della bilancia in grado di stimolare un cambiamento, soprattutto in questa Italia che invecchia.

Tralasciando quindi le guerre di consenso e le strategie politiche (esplicito il comportamento del Movimento 5 Stelle, che ha deciso per una pilatesca astensione sul voto), sembra opportuno affermare che una legge sullo ius soli, nel Paese con le norme più stringenti dell’Unione Europea, sia un semplice e legittimo riconoscimento di uno stato di fatto. Persino i brillanti intelletti di Forza Nuova sembrano averlo compreso, come dimostra lo striscione esposto nella foto: italiani si nasce. Appunto.

In conclusione, mi auguro che la legge si faccia, e che venga anche migliorata. Probabilmente le condizioni per applicare uno ius soli universale e illimitato come avviene negli USA non ci sono ancora, ma una soluzione temperata, al momento, è un buon compromesso verso una conquista di buonsenso e civiltà. Senza dimenticare che coloro che oggi affermano “Prima gli italiani!” sono, perlopiù, persone che:

– non azzeccano un congiuntivo neanche per sbaglio;
– non fanno la raccolta differenziata;
– non pagano le tasse;
– si vendono il voto alla mafia.

E se così deve essere, allora, è il caso di dirlo: meglio ius soli che male accompagnati.
Buona domenica, lettori cari.

Emanuele Tanzilli
@EmaTanzilli

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