Ieri, 17 giugno, in via Largo Berlinguer, nei pressi della metropolitana di Toledo è partito il corteo per Ciro Esposito, il tifoso napoletano ucciso durante la finale di Coppa Italia il 3 maggio 2014. Lo scopo della manifestazione è stato quello di chiedere la riconferma di pena di 26 anni all’ultrà romanista Daniele De Santis, assassino di Ciro che appartiene all’estrema destra.

Ciro Esposito

Nell’ultimo appello il procuratore generale ha chiesto una riduzione della pena a 20 anni, confermando l’accusa di omicidio volontario senza l’aggravante dei futili motivi. Nonostante ci siano video e audio che testimoniano, invece, come De Santis abbia messo in atto un agguato nei confronti dei tifosi napoletani, la pena decade in quanto non è ancora chiaro il movente.

Prima del prossimo appello previsto per il 27 giugno, la famiglia di Ciro Esposito attraverso il corteo chiede verità e di proseguire su quella che è stata la giustizia iniziale del primo grado confermando la pena di 26 anni a Daniele De Santis. Il corteo è partito da Toledo per giungere a Piazza Plebiscito dove è stata consegnata una lettera al Prefetto di Napoli. I familiari, gli amici, i tifosi e soprattutto tanti bambini hanno preso parte alla manifestazione, sfilando per le vie della città uniti dallo stesso coro: “Giustizia e verità.”

Quello che è successo quel giorno di maggio è stato un agguato a sfondo razzista rivolto ai tifosi napoletani. A sparare a Ciro quel giorno è stato Daniele De Santis, che oltre ad essere un accanito ultrà faceva parte di gruppi di estrema destra. Il messaggio che si è voluto trasmettere in questo corteo è quello che mai più devono accadere crimini del genere e che l’odio, la violenza e qualsiasi forma di razzismo, che sia nel contesto sportivo o meno, devono finire.

“Grazie per ognuno di voi che oggi si sente Ciro Esposito – ha dichiarato Antonella Leardi, mamma di Ciro – Non a caso abbiamo scelto questo hashtag #iosonoCiroEsposito perché Ciro poteva essere ognuno di noi, poteva essere chiunque. Questo ragazzo è morto solo per aver avuto un eccesso d’amore, solo perché aveva sentito le donne e i bambini urlare. Oggi dopo tre anni ci sentiamo dire che non sussistono futili motivi. Questa è stata la parola del procuratore generale. Ciro Esposito perché è morto? Ciro è morto perché ha avuto un atto di coraggio, non perché se l’è cercata o perché gli era dovuta la morte. Dopo tre anni stiamo girando in un deserto senza fine. Vogliamo verità per Ciro. Il popolo napoletano vuole verità.

Ciro Esposito

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Maria Baldares

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Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l'altra parte della medaglia, quella positiva.

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