Napoli – Buone notizie per gli ambulanti sgomberati lo scorso 15 giugno a piazza Garibaldi, in via Bologna. 60 venditori hanno dovuto sospendere il mercatino in seguito ad un controllo delle forze dell’ordine. La denuncia è partita dalla IV Municipalità, in particolare dal presidente Giampiero Perrella e l’assessore all’ambiente Armando Simeone.

Il Comune, in questa caso, non ha avuto nessun ruolo negli sgomberi. Il sindaco Luigi de Magistris che ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli ha spiegato: “Gli ambulanti avevano chiesto la regolarizzazione. Noi sosteniamo tutti coloro che vogliono mettersi in regola.”

“Lo sgombero aveva causato un momento di grande sofferenza soprattutto nella comunità senegalese – spiega il primo cittadino – Stasera abbiamo firmato l’atto con cui, in attesa dell’autorizzazione finale, si consente la ripresa delle attività perché noi aiutiamo sempre chi vuole inserirsi nella nostra comunità nel rispetto delle norme.”

Lunedì, dopo due giorni di strade vuote, il mercatino ritornerà ad essere operativo.

“Via Bologna è l’unico esempio, a livello nazionale, di solidarietà e diritti che unisce immigrati e italiani – scrivono in un comunicato l’associazione 3 febbraio –  È il simbolo migliore della Napoli accogliente. È un esempio da promuovere, non da reprimere!” Via Bologna, quindi, non verrà repressa e ritornerà ad essere un concentrato di multietnicità in cui gli immigrati e gli italiani hanno creato nel tempo una propria comunità fatta di amore e sacrificio.

Ciò che li unisce è la stessa lotta che da anni portano avanti ed è quella per il diritto al lavoro.  La loro situazione, difatti, non è mai stata stabile, è dal 2009 che subiscono sgomberi ma nonostante questo gli ambulanti resistono insieme. L’intervento del sindaco potrà questa volta dare concretamente una svolta alla loro condizione?

Maria Baldares

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Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l’altra parte della medaglia, quella positiva.