A rovesciare i pronostici proprio no, perché per organico è tra le favorite per arrivare fino alla fine dell’Europeo. Dovevamo usarlo questo verbo, tanto prima di noi lo ha già fatto Lorenzo Pellegrini, che al 54′ di Italia – Danimarca ha regalato il vantaggio agli azzurrini di Luigi Di Biagio. Un vantaggio meritato, pur se non figlio del miglior gioco che l’undici titolare avrebbe potuto regalare, e colmato sul finale di partita dalla rete di Andrea Petagna.

Fase a gironi che dunque inizia nel migliore dei modi e regala agli italiani i primi preziosi tre punti, in vista di due partite contro Repubblica Ceca e Germania che saranno tutt’altro che facili.

Tante aspettative anche sul match di Cracovia, a cui l’Italia ha dedicato applicazione e pazienza, malgrado un avversario che sulla carta avrebbe potuto dare rogne al gioco fluido, rapido ed estroso dei talenti in maglia azzurra. Novanta minuti che andrebbero perfezionati, al di là del risultato che tende a smorzare la critica dalla prestazione altisonante degli azzurrini.

Dalla prima metà di gioco va ben poco sul conto delle emozioni, complici una manovra lenta e macchinosa in particolar modo a centrocampo, che alla Danimarca giova e non poco. Poche e sporadiche avventure nelle aree di rigore avversarie, protagonisti Conti, Berardi e prima di tutti le telecamere che cercano Gianluigi Donnarumma e le provocazioni che gli arrivano dalla curva. All’Italia manca la giusta costruzione, e solo al 28′ decide di spararla da lontano Marco Benassi, che trova le mani di Hojbjerg.

Diversa la storia nella ripresa, dove il 4-3-3 di Di Biagio inizia a carburare insieme ai due esterni Berardi e Bernardeschi. Sono pochi e intensi i minuti che l’Italia passa completamente a ridosso dell’area avversaria, e che servono a Lorenzo Pellegrini per sfilare dal sacco la rovesciata che porta in vantaggio gli azzurri. Un goal di pura tecnica che, per quanto fortuito, sblocca il risultato e spiana la strada all’Italia per il resto del tempo. Tengono botta i danesi, che si mostrano pericolosi su pochi palloni soprattutto grazie all’esterno classe ’95 Hjulsager, su cui non si fa trovare impreparato Donnarumma.

A metà secondo tempo il match torna nella disponibilità dei ragazzi di Di Biagio anche grazie al cambio che porta Federico Chiesa al posto di Domenico Berardi, che di fatto sancisce il declino della Danimarca. Sarà proprio il fiorentino che, sterzando sulla fascia sinistra, metterà in mezzo il pallone che, da grande punta e meritatamente, Petagna insaccherà in rete.

Una prestazione rocciosa che serve all’Italia a mettere al sicuro il risultato, che non rispecchia ancora i veri valori di una rosa promettente e che ha ancora alcuni nodi da sciogliere sulla sua gestione tattica. Appuntamento a questo per mercoledì alle 18.00, in diretta RAI, per la seconda partita valevole per la fase a gironi dell’Europeo in Polonia, Italia – Repubblica Ceca.

DANIMARCA (4-4-2): Hojbjerg; Holst, Banggard, Maxso, Blabjerg; Hjulasager, Norgaard, Christiansen, Borsting (Duelund, 79′), Ingvartsen (Zohore, 72′), Andersen (Marcondes, 80′). All. Frederiksen

ITALIA (4-3-3): Donnarumma; Conti, Rugani, Caldara, Barreca; Benassi (Grassi 73′), Gagliardini, Pellegrini; Berardi (Chiesa, 67′), Petagna, Bernardeschi. All. Di Biagio

Nicola Puca

Fonte immagine in evidenza: tuttosport

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Studio Ingegneria Aerospaziale alla Seconda Università degli Studi di Napoli. Sostengo la politica giovanile e comunale insieme agli amici di Agorà-Lavoro, Partecipazione e Libertà; scrivo per passione, per la necessità di leggermi e di imparare dai miei errori. Sono un alfista senza un'Alfa, un seriofilo senza DVD, un Jedi senza una spada laser.

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