Venerdì 30 giugno alle ore 19.00 Spazio NEA inaugura la mostra personale dedicata a Giuseppe Biguzzi, dal titolo  “millenovecentoventinove”. L’esposizione sarà visitabile fino al 30 luglio.

L’iniziativa si inserisce nel più generale progetto Primo Mercato a cura di Marcello Francolini; la rassegna per la sua prima edizione ospita ben cinque mostre per cinque giovani artisti. Primo Mercato nasce con l’obiettivo di promuovere un nuovo collezionismo d’avanguardia nella città di Napoli: incoraggiando l’investimento sull’arte corrente e scovando il talento, si dà sostegno al mercato dell’arte italiana. Allo stesso tempo si facilita l’incontro tra artista e collezionista nella fase di “scambio”.

La titolazione “Primo Mercato” richiama, infatti, sia il rapporto che lega l’artista contemporaneo al mercato dell’arte, che si concretizza attraverso la vendita delle sue opere in galleria, sia riflette e indaga il legame tra mondo dell’arte ed economia di mercato.

Spazio NEA, galleria d’arte contemporanea fondata nel 2012, da maggio a dicembre 2017 ospiterà cinque nomi emergenti della scena artistica contemporanea: Dario Agrimi, Giuseppe Biguzzi, Elio Varuna, Roberto Marchese e G. Olmo Stuppia. Ognuno degli artisti, oltre a proporre una mostra personale, inviterà gli appassionati d’arte ad acquistare un’opera inedita, ancora da realizzare.

La rassegna è stata inaugurata il 18 maggio da “Tremilionidilire” di Dario Agrimi, mostra che è stata visitabile fino al 13 giugno; con l’esposizione di 30 banconote da centomila lire, che l’artista acquisì durante la crisi finanziaria del 2009, Agrimi aveva come obiettivo quello di indagare il valore economico perduto e la compatibilità tra arte ed economia.

A partire dal 30 giugno sarà, invece, la volta di Giuseppe Biguzzi con “millenovecentoventinove“. Il titolo della mostra, una cifra trascritta in lettere, richiama un anno e, in questo caso, un dato momento storico. La  contestualità in cui rientra la mostra, ossia quella della rassegna Primo Mercato, rende più chiaro il collegamento alla “Grande Depressione”, cogliendo intuitivamente il nesso tra economia e 1929.

Nelle opere di Biguzzi, tuttavia, non c’è traccia dell’astratta numerologia finanziaria, ci sono semplicemente corpi. I suoi soggetti sono giovani donne, piuttosto esili, caratterizzate da un atteggiamento di chiusura. I loro sguardi sfuggono quello dello spettatore: quasi in una sorta di prigionia si ritirano in se stesse, sottraendosi all’esposizione.

Ecco, dunque, svelato il collegamento alla “grande Depressione“, che in questo caso è incarnata e simboleggiata dai soggetti stessi. Le donne di Biguzzi ricercano l’isolamento, sfuggendo gli sguardi, e si muovono in uno spazio astratto e vuoto, che appare slegato da ogni cosa.

Così Biguzzi descrive le opere:

<<Sono corpi di ragazze quelli che io dipingo, abbandonati e trascinati dallo scorrere veloce dell’odierna liquida società, destini diluiti, arresi alla quotidianità. Corpi che si mostrano allo spettatore intrisi di lividi colori, seguendo le strade di quella metamorfosi da cui si genera l’intera opera. Corpi sensuali a volte provocanti a volte seducenti. Corpi che esulano il desiderio per incarnare ed esprimere il dramma esistenziale del quotidiano vivere.
Corpi che con la loro presenza esaltano l’assenza dell’io: i visi sono sempre volti di lato o in basso e gli sguardi di tutte le donne rappresentate non incontreranno mai lo spettatore.
Corpi che in totale indifferenza s’offrono lasciandosi guardare>>.

Biguzzi studia, quindi, gli effetti dell’economia, ma non lo fa in astratto; lo fa osservando come questi si manifestano sul corpo stesso. La “grande depressione” è in questo caso incarnata dai corpi sottili delle giovani donne, che si stagliano in uno spazio senza contesto che richiama ancor più agilmente l’isolamento cercato e voluto. La sua pittura descrive e mette in luce un disagio umano, attraverso soggetti che raccontano la tristezza.

Spazio NEA con l’iniziativa Primo Mercato vuole creare uno spazio che sia capace di mettere insieme artista, gallerista e collezionista. Dopo Dario Agrimi e Giuseppe Biguzzi, a settembre sarà la volta di Elio Varuna, ad ottobre di Roberto Marchese e a chiudere la rassegna G. Olmo Stuppia a novembre.

Informazioni:

titolo: millenovecentoventinove
artista: Giuseppe Biguzzi
durata: 30 giugno – 30 luglio 2017
dove: Spazio NEA, via Costantinopoli 53 / piazza Bellini 59 – Napoli
orario: lunedì – domenica dalle 9.00 alle 2.00 am
ingresso: libero
contatti: 081 18705839 | info@spazionea.it | Sito ufficiale Spazio NEA | Pagina Facebook Spazio NEA  

Vanessa Vaia

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