“Il suono del mondo a memoria” è il primo graphic novel di Giacomo Bevilacqua, il fumettista reso famoso dagli sketch di “A Panda Piace”, dopo una collaborazione con la casa editrice Eura Editoriale (scrivendo il ventiduesimo volume del fumetto Detective Dante), la produzione della serie Jhon Doe e le storie pubblicate su Lanciostory.

Sin dall’inizio al lettore viene proposta una pagina bianca, su cui è illustrato un calendario.
É il 15 novembre e il protagonista della vicenda, il fotografo Samuel Page, inizia la sua nuova missione, a New York.

A suon di musica, una musica che da sempre scandisce il suo tempo, tutte le sue giornate ed ogni suo passo, si accorda al ritmo di questa città in cui si è appena trasferito per portare a termine un lavoro: vivere qui, a New York, per due interi mesi, senza mai parlare con nessuno. Il risultato sarà un articolo con un book di foto allegato, in cui testimonierà di questa singolare esperienza lasciando che questa straordinaria città possa raccontarsi da sé, per la prima volta, a gran voce.

Si tratta di un progetto non semplice, al limite della misantropia, che ha bisogno di regole e diversi riti infrangibili per essere portato a compimento. Questo viaggio risulta essere un vero e proprio confronto con se stesso, capitato non proprio per caso, ma gestito e supportato da Jorge (editor e amico di Samuel) che ha ben percepito il bisogno di solitudine e serenità per un terribile evento che ha investito il protagonista.

“Come si diventa così distaccati? io vi invidio, questa è la verità, vorrei essere come voi.. fermi, immobili, in un luogo che vi cambia continuamente attorno. Come ci riuscite?”
Così Giacomo Bevilacqua introduce il suo personaggio.

Samuel può comunicare solo via email con il suo editor, tramite anche di sua madre, in perenne preoccupazione. La vita da solo osservatore non è semplice e servono vari escamotage per riuscire a procurarsi del cibo e svolgere tutte le normali attività quotidiane senza parlare.

Condividerà con il lettore anche le sue particolari abitudini in fatto di fotografia.
Considerata come unico filtro grazie al quale guardare davvero le cose, la macchina fotografica diventa un’arma e una difesa contro il mondo. tramite l’obiettivo tutto si fa più chiaro e Samuel non ha bisogno neanche di vedere com’è la foto appena scattata.
Quell’immagine resta nella sua mente, come se fosse una camera oscura, resta impressa nel suo cervello.
Ma qualcosa di inaspettato capovolgerà l’intera vicenda, provocando caos in tutti questi schemi apparentemente ben organizzati e creando un profondo legame che legherà per sempre Samuel all’intramontabile New York.

I tenui colori della tavolozza di Bevilacqua dipingono con gradualità questa storia, capace di coinvolgere e attrarre a sé il lettore, con la sua punta di mistero.

Alessia Sicuro

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Diplomata al liceo scientifico sperimentale PNI, matricola alla facoltà di lettere moderne della Federico II, ha sempre voluto avere una visione a 360 gradi di tutte le cose. Accortasi che la gente preferisce bendarsi invece di scoprire ed affrontare questa società, brama ancora di tappezzare il mondo coi propri sogni nel cassetto. Divora libri, vecchie storie, vorrebbe guardar il futuro con degli occhiali magici per riportar solo belle notizie alla gente disillusa. Vorrebbe indossare scarpe di cemento per non volar sempre con la fantasia, rintagliarsi le sue ali di carta per dimostrare, un giorno, che questa gioventù vale! Vorrebbe esser stata più concreta fin dall’inizio, essere interessata ai soldi come tutta la gente normale e non sentirsi in pace col cosmo solo perché sta inforcando una penna. Si, vorrebbe, ma bisogna sempre svegliarsi.