Napoli – Ennesimo triste annuncio per i cittadini partenopei che si affidano all’ANM: l’azienda napoletana di trasporti pubblici ha aumentato il costo dei biglietti e ha prospettato tagli alle corse fino al 35% del servizio con circa 40 linee soppresse dal 1 luglio al 1 settembre.

Le linee interessate sono soprattutto quelle dell’interland napoletano e dei comuni limitrofi, come Marano e Giugliano. Saranno completamente soppresse le linee urbane a Portici ed Ercolano e quelle suburbane che collegano Torre del Greco con Napoli. I tagli riguarderanno anche le linee notturne.

ANM ha previsto due fasi per i tagli ai trasporti: una prima fase, dal 1 luglio al 21 luglio, che comprende la soppressione di 21 linee e una seconda fase, dal 21 luglio al 1 settembre, che prevede la soppressione di altre 16 linee. La paura, inoltre, è che a settembre molte delle linee cancellate potrebbero non essere più ripristinate.

L’azienda partenopea ad oggi presenta 42 milioni di buco di bilancio. L’estate si aprirà, dunque, con problemi non indifferenti di mobilità. I provvedimenti presi dovrebbero servire ad arginare la crisi, ma si ripercuotono ancora una volta sui cittadini, sui turisti che affollano Napoli e sui lavoratori che vivono nella costante paura di un licenziamento collettivo.

E’ inaccettabile che debbano essere sempre le fasce deboli e i lavoratori a pagare il prezzo più caro della cattiva gestione aziendale, soprattutto all’indomani della firma di un piano di risanamento che, come abbiamo sottolineato noi più volte, non migliora di una virgola il servizio, ma che anzi lo ha peggiorato, costringendo, di fatto ad un continuo ricorso di prestazioni straordinarie.” ha dichiarato Marco Sansone del coordinamento nazionale USB.

Per questi motivi il 26 giugno, l’USB, che sarà l’unica sigla sindacale campana a partecipare, sciopererà compatta per difendere i diritti dei lavoratori che rischiano il posto di lavoro.

Alessandra Vardaro