A dieci giorni dalla netta vittoria ottenuta all’esito delle consultazioni amministrative del Comune Nocera Inferiore, il neo sindaco Manlio Torquato si trova a dover fare i conti con l’implacabile bufera legata alle presunte irregolarità del voto, generata dalla pubblicazione di un video-inchiesta ad opera del quotidiano online FanPage.

Il video in questione testimonia sia, in maniera indiretta, la circostanza della corresponsione di somme di danaro in cambio del voto; sia, stavolta in maniera inequivocabile, quella del rilascio, totalmente irregolare, di tessere elettorali ai votanti per mano del comitato elettorale di uno dei candidati alla carica di consigliere comunale all’interno della lista UDC (di supporto alla candidatura a sindaco dell’Avv. Torquato).

Tale ultimo comitato pare riconducibile al candidato Saverio D’Alessio (656 preferenze), già Assessore alle Politiche Sociali nella precedente giunta comunale.

Il giornalista autore delle riprese (Carmine Benincasa) ha, dapprima, intrattenuto un colloquio alquanto informale con un cittadino di Nocera, dal quale riusciva ad ottenere la privilegiata informazione di aver ricevuto direttamente dal candidato un compenso di 50 euro, arrotolato in un fac-simile di propaganda dello stesso, in cambio di quello che veniva definito “un aiuto” che avrebbe dovuto rendere nel giorno delle votazioni.

Sebbene non siano note le generalità del soggetto che si è reso protagonista della compravendita di voti, meno dubbi sussistono, al contrario, sulla seconda vicenda, quella del rilascio di tessere: la sede elettorale presso la quale si reca l’autore delle riprese è verosimilmente quella di Saverio D’Alessio.

amministrativeUna volta varcata la soglia d’ingresso, alla richiesta del giornalista di informazioni in merito al rilascio della tessera elettorale a sua nonna (che, si ricorda, può essere unicamente rilasciata dal Comune di residenza, ai sensi dei commi 5 e 6 del D.P.R. 299/2000), gli addetti del comitato rispondono che la stessa può essere concessa direttamente da loro, per giunta, senza che vi sia la necessità per il richiedente di apporre alcuna firma. Quest’ultima circostanza lascia presumere che, anche in assenza del diretto interessato, la tessera elettorale veniva ugualmente rilasciata a chiunque si presentasse in sua rappresentanza, come testimoniato dal Benincasa, che ha sottolineato, a margine del video, di aver riscontrato la presenza di almeno una decina di tessere elettorali in bianco, pronte per essere compilate all’occorrenza.

Non si sono di certo fatte attendere le polemiche successive alla diffusione delle notizie, poco dopo le amministrative: con un comunicato congiunto, due degli otto candidati alla carica di sindaco, vale a dire Alfonso Schiavo e Mario Stanzione, hanno espresso tutto il loro disappunto e il loro rincrescimento per quanto accaduto, chiamando direttamente in causa il Sindaco eletto ed invitandolo a dare chiarimenti e a prendere posizione in merito, oltre che ad adottare in maniera immediata seri provvedimenti.

Circa questi ultimi, si fa riferimento all’opportunità di esortare alle dimissioni il soggetto principalmente implicato nella questione del rilascio tessere. In particolare, nella nota congiunta vengono sollevate perplessità in relazione alla generazione dello strabiliante consenso ottenuto da Torquato.

Emergono seri dubbi circa la vicenda, che vanno dalla concreta possibilità che due candidati alla carica di consigliere siano effettivamente riusciti nell’impresa di ricevere circa 1000 voti a testa, alla necessaria adozione, ad una settimana dalle elezioni, di delibere di giunta aventi ad oggetto l’affidamento di spazi pubblici a determinati destinatari.

Netta, tuttavia, è stata la risposta dei protagonisti, diretti o indiretti, della vicenda, in primis quella del Sindaco eletto, che in TV ha dichiarato di essere pronto a prendere le distanze da chiunque si fosse eventualmente reso responsabile di quanto denunciato, precisando di non voler prendere lezioni di legalità dagli avversari sconfitti.

Più particolare, invece, la replica di Saverio D’Alessio, che si è affidato a Facebook per condividere con i cittadini nocerini il suo pensiero personale, denunciando pubblicamente di essere soltanto la vittima di una campagna denigratoria messa in atto contro la sua persona e annunciando che agirà nelle sedi opportune attraverso una querela per diffamazione a carico di coloro che definisce gli “infamanti”.

Intanto, non è esclusa la possibilità che la Procura della Repubblica di Nocera Inferiore abbia già aperto un fascicolo legato all’increscioso affaire che ha riguardato l’ultima tornata elettorale.

Amedeo Polichetti