Il club senza dubbio con la campagna acquisti più concreta della corrente sessione di mercato è il Milan, rinvigorito dal rilevamento della società ad opera degli acquirenti Cinesi che ha portato nelle casse dei rossoneri un importante capitale. La piccola soddisfazione del sesto posto della scorsa stagione (valso i preliminari di Europa League) non ha frenato le ambizioni e la voglia di tornare in alto dei nuovi dirigenti del club di Via Turati, il cui investimento è stato dettato principalmente dalla necessità di tornare ad essere competitivi a livello nazionale e soprattutto Europeo, circostanza che si tradurrebbe anche in uno speratissimo output finanziario positivo a fine anno.

In realtà, se si guarda singolarmente ad alcune delle pedine delle quali godeva Vincenzo Montella nello scorso campionato, è agevole intuire come quello della sesta posizione non sia stato un completo fallimento, se non fosse per il “danno” al nome e all’immagine della società, abituata a competere per traguardi molto più importanti. Ciononostante, Montella è comunque riuscito nell’impresa di dare alla squadra una sorta di equilibrio, maturato soprattutto nell’ultima parte della stagione (in particolare, dal gol al 97’ nel derby), che si è tradotto in un piazzamento che, visto l’andamento iniziale, è stato celebrato come un grande risultato. Indubbiamente, l’ammirazione verso il suo tipo di gioco è stato uno dei motivi per i quali l’Amministratore Delegato Piero Fassone ha convinto la nuova società a puntare ancora sull’allenatore campano, rinforzando la rosa con giocatori interessanti, nell’ambito di una campagna acquisti che sembra non essere ancora finita.

Ma questa sessione di mercato può veramente far ritornare il Milan ai vertici del Calcio italiano ed internazionale? O sono necessari dei veri colpi di mercato?

Se gli acquisti di Musacchio e Rodriguez hanno quanto meno risolto i problemi di organico a livello difensivo e, perché no, portato anche un pizzico di esperienza internazionale, il centrocampo e l’attacco sono stati, per ora, oggetto di risistemazione con due pedine abbastanza giovani, identificabili in Kessié e André Silva.

Ebbene, una linea difensiva costituita dai due neo acquisti più Romagnoli sarebbe resa più debole dalla mancanza di un terzino destro affidabile (De Sciglio è in partenza, Calabria pecca spesso di inesperienza, Abate e Antonelli non corrono e coprono più come una volta), ragion per cui il nome di Andrea Conti andrebbe a completare un quartetto di rispettabile qualità, che consentirebbe al Milan di acquisire quella stabilità difensiva che è sicuramente mancata nella scorsa annata.

In mezzo al campo Montella ha finalmente indicato quale potrebbe essere il giocatore a cui affidare le chiavi del centrocampo: Lucas Biglia. L’abilità nel palleggio, la qualità tecnica, la capacità di premiare la corsa dei terzini e gli inserimenti delle ali d’attacco sarebbero elementi indispensabili per la modalità di gioco normalmente adottata dall’Aeroplanino napoletano, considerando che l’unico fattore di disturbo che potrebbe riguardare il regista argentino, ovvero la marcatura a uomo, sarebbe risolto dalla tenacia e dalla corsa di Frank Kessié, che potrebbe rivelarsi utile anche in fase offensiva, vista la discreta vena realizzativa messa in mostra nello scorso campionato.

Passando al reparto avanzato, fermo restando che è da definire la posizione di Gerard Delofleu, giocatori come Bonaventura (che, in caso di permanenza dell’attaccante catalano, potrebbe essere abbassato sulla linea di centrocampo) e l’insostituibile Suso, noti per la loro capacità di mettere i compagni di squadra in condizione di segnare, garantirebbero la doppia cifra ad un centravanti come André Silva, dotato di una buona fisicità, ma rispetto al quale bisognerà valutare la rapida capacità di ambientamento nel campionato italiano che, si sa, non è mai facile per qualunque attaccante straniero. Se ciò dovesse accadere Bacca, che doveva rappresentare la svolta offensiva del Milan e rivelatosi una grande delusione, e Lapadula, che, seppur discontinuo, all’occorrenza sa farsi trovare pronto, rappresenterebbero solo delle alternative di lusso.

E in porta?

Tutto il mondo sportivo è ormai a conoscenza delle vicende che hanno riguardato il mancato rinnovo di Donnarumma e che, pertanto, eviteremo di trattare; tuttavia, va detto che, pur rappresentando il giovane portiere campano una garanzia tra i pali, il calcio italiano ed europeo offrono valide e giovani alternative come Neto, Perin o Leno, acquisti che potrebbero, comunque, consentire al Milan di rientrare tra le prime posizioni nel prossimo campionato, fermo restando che, senza alcun dubbio, Napoli e Juve sembrano confermarsi come le più attrezzate a contendersi il primo posto.

Pertanto, le candidate per le due restanti posizioni nell’Europa che conta potrebbero corrispondere alle due romane e alle due milanesi. Tuttavia, la Roma sta perdendo pedine importanti (Salah, Manolas, Szczesny) e la nuova avventura di Di Francesco potrebbe rivelarsi più difficile del previsto, considerata la poca esperienza internazionale dell’allenatore abruzzese. Quanto alla Lazio, i biancocelesti sarebbero dotati di una rosa sicuramente alla portata dei rossoneri, soprattutto se dovessero privarsi di giocatori quali lo stesso Biglia e il gioiellino Keita Balde. In merito all’Inter, i nerazzurri sono in fase di totale ricostruzione e possono certamente affidarsi alle buone capacità di Spalletti, ma considerando che negli ultimi anni si è visto come il semplice cambio di allenatore non sia stato in grado di portare a risultati convincenti, le speranze che la prossima stagione possa regalare un piazzamento che coincida con una delle prime due posizioni sono esigue.

In conclusione, le premesse che i rossoneri chiudano il prossimo campionato con un posizionamento importante ci sono, resta da vedere se il gruppo sarà in grado di metter in campo una continuità tale da regalare nuovamente ai tifosi la Champions League. Per la felicità di Silvio … e delle casse del club.

Amedeo Polichetti