Bardi, Donati, Caldirola, Bianchetti, Rossi e Regini. 6 titolari su 11 dell’Italia U21, protagonista della finale del 2013 contro la Spagna, militavano ancora nel campionato di Serie B. Volendo poi estendere il dato ai 23 convocati la quota saliva a ben 11, troppi per poter pensare di competere con la Roja che non ne contava nemmeno uno e che poteva disporre di una rosa di quasi tutti titolari di club.

Il sogno di vincere un titolo che mancava dal 2004 si infranse difatti davanti allo strapotere degli spagnoli che, nonostante la pari età, erano infinitamente più esperti della nostra Italia ed il 4-2 finale mise in risalto la necessità di dover valorizzare molto di più i talenti nostrani. Necessità confermata nella successiva spedizione del 2015, in cui gli azzurri non riuscirono nemmeno a superare la fase a gironi.

La festa della Spagna U21 dopo la finale del 2013

Ma l’Under 21 di questa edizione degli Europei è una squadra ben differente da quella di 4 anni fa, e non si parla solo del valore dei singoli giocatori. Degli 11 giocatori dalla B del 2013, siamo passati a solamente 3 (Garritano, Ferrari e Cragno), ciò a testimonianza dell’inversione di tendenza che si è registrata in Serie A negli ultimi anni riguardo l’impiego di giovani, soprattutto italiani. Da Donnarumma a Caldara, passando per Bernardeschi e Rugani, e poi ancora Pellegrini, Conti, Gagliardini, tutti ragazzi che hanno vissuto l’ultima stagione di Serie A da protagonisti, qualcuno riuscendo anche a guadagnarsi la convocazione del CT Ventura nell’Italia dei “grandi”.

Sul cammino dell’Italia, questa volta in semifinale, c’è di nuovo la Spagna, la cui rosa in una rapida lettura può sembrare abbordabile rispetto a quella di 4 anni fa. I gironi però hanno confermato che gli spagnoli sono ancora la squadra da battere e che la loro generazione d’oro è tutt’altro che finita e i vari AsensioSaulDeulofeu Bellerin ne sono una prova più che schiacciante. Le sciagurate scelte fatte contro la Repubblica Ceca, che rischiavano di compromettere il cammino azzurro, non dovranno ripetersi se si vuole battere la Spagna per “vendicarsi” della finale di 4 anni fa e raggiungere l’ottava finale nella storia dell’Italia.

Andrea Esposito

fonte immagine in evidenza: calcioefinanza.it