Lo Spazio Collettivo 48ohm insieme allo sportello No Gori ha condotto uno studio sulla maggioranza dei costi del servizio idrico. L’analisi è avvenuta comparando i comuni serviti dalla Gori e quelli serviti dall’ABC. Lo studio rivela che nei Comuni serviti dalla Gori, sostanzialmente, l’ acqua costa l’87% in più rispetto a quelli serviti dall’ABC, ad esempio Napoli.

Correva l’anno 2011, ventisette milioni di cittadini italiani, grazie al referendum sull’ acqua pubblica, manifestarono la volontà di riconoscere l’ acqua come diritto fondamentale e bene comune, sottraendola alle leggi del mercato e alle dinamiche private.

Una vittoria mutilata, dunque, che vede da un lato i comuni gestiti dall’ ABC e dall’altro, quelli gestiti dalla Gori.

Recentemente, la Gori ha firmato un’accordo con la Regione Campania per il ripianamento del debito che la vede protagonista, pari a circa 283 milioni di euro. In una nota si legge: “Con la conciliazione si pone fine ad un contenzioso decennale che aveva causato una mole debitoria per la società, maturata nei confronti della Regione, a partire dal 2002, per il mancato pagamento degli oneri relativi alla fornitura di acqua all’ingrosso dagli acquedotti regionali e ai servizi di collettamento e depurazione delle acque reflue negli impianti di depurazione comprensoriali. Il debito sarà saldato dalla società attraverso una rateizzazione ventennale. La cifra che la Gori dovrà corrispondere è pari a 220 milioni di euro.

Gli attivisti dello Spazio Collettivo 48ohm ci spiegano: “Si evince dalla prassi dello Sportello No Gori che sono sempre più le famiglie che non ce la fanno a pagare la bolletta Gori, che nonostante i costi altissimi è perennemente indebitata. Nonostante il referendum del 2011, solo il Comune di Napoli ha provveduto ad una ripubblicizzazione del servizio idrico“. 

Da sempre attivi, già nel gennaio 2017, lo spazio collettivo 48ohm lanciò una petizione per chiedere l’uscita del Comune di Pomigliano dalla Gori. Per maggiori informazioni

 

 

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