Si terrà venerdì 30 Giugno lo sciopero di tutti gli stabilimenti del gruppo FCA. 8 ore – per ogni turno – di mobilitazione generale.

Le diverse realtà sindacali presenti negli stabilimenti FCA, si sono unite per una manifestazione verso la fabbrica di Cassino. Culla del nuovo regime produttivo targato Fiat.

In una notta scritta da 48ohm Spazio Collettivo si legge: “Per la prima volta dopo anni, gruppi di operai appartenenti ai vari siti FCA si incontrano su una piattaforma rivendicativa comune, perché ad essere messo in discussione è il regime stesso di lavoro e una specifica condizione che da Mirafiori a Pomigliano accomuna tutti gli operai. Questo non è uno sciopero costruito su una specifica vertenza, è uno sciopero che accomuna tutte le vertenze e le supera per farsi collettore unitario e strumento identitario. Non è banalmente lo sciopero di qualche sigla o la sortita di qualche burocrazia sindacale. È il vero ‘piano industriale’ che gli operai reclamano, ragionando sui propri interessi di classe: aumento delle pause, riduzione dei ritmi di lavoro, no ai sabati lavorativi e alle deportazioni, aumenti salariali.”

Abbiamo poi raggiunto telefonicamente Antonio, militante di 48ohm Spazio Collettivo che ci ha spiegato: “Marchionne e Renzi avevano annunciato in campagna elettorale (referendum costituzionale) grandi investimenti nello stabilimento di Cassino. Era un’altra bolla di sapone, la Fiat naviga a vista. La situazione è traballante in tutti le fabbriche FCA: a Pomigliano ci sono tremila operai tenuti a contratto di solidarietà, altri 320 deportati a Cassino. A Mirafiori (Torino) sono stati annunciati proprio stamattina 800 esuberi, a Melfi ritorna la cassintegrazione per migliaia di operai. Non ci sono prospettive e intanto le condizioni di lavoro si fanno sempre più esasperanti: ritmi massacranti, riduzione esasperante delle pause, con la mensa spostata a fine turno, infortuni che vengono occultati dall’azienda e piani di deportazioni. Con questo sciopero per la prima volta dopo anni operai di diversa appartenenza sindacale si ritrovano su una piattaforma comune di lotta, mettono al centro non i piani industriali del padrone, ma la loro condizione e i loro interessi. Perché solo se gli operai si coalizzano e riprendono il conflitto anche in una fabbrica come la Fiat che Marchionne vorrebbe pacificata, le condizioni potranno cambiare. Altrimenti andrà sempre peggio. Senza lotta il padrone ha gioco facile ad imporre i suoi ricatti e le sue condizioni.”

In autunno la FCA annunciò l’esigenza di trasferire 550 operai dallo stabilimento di Pomigliano D’Arco a quello di Cassino. La motivazione che l’azienda diede era legata strettamente a esigenze di tipo produttivo ( Per maggiori informazioni ).

Il testo dell’appello 

IL 30 GIUGNO I COBAS DICHIARANO 8 ORE DI SCIOPERO PER OGNI TURNO DI LAVORO A CASSINO, POMIGLIANO, MIRAFIORI, TERMOLI, MELFI, COMPRESE LE AZIENDE TERZIARIZZATE E I REPARTI-CONFINO, INVITANO GLI OPERAI ALLA MASSIMA PARTECIPAZIONE E CI VEDIAMO TUTTI A CASSINO INGRESSO 1 A PARTIRE DALLE ORE 12.

La FIAT vive alla giornata, fa lavorare metà di noi a ritmi impossibili e con pause ridotte e l’altra metà la tiene a casa con gli ammortizzatori sociali. A Melfi dal 29 giugno tutta la fabbrica sarà a cassa integrazione, e altri operai deportati a Termoli. Spreme il limone il più possibile e fino a quando può. A Termoli si sciopera contro i sabato e stanno spremendo e massacrando gli operai a 20 turni con sabato e domenica lavorativi. La morte dell’operaio Massimo avvenuta a fine anno scorso è il trabocco di un vaso colmo di arroganza e prepotenza aziendale che va assolutamente fermato. A Mirafiori sono ancora centinaia gli operai in CDS. MENTRE BISOGNA ASSOLUTAMENTE METTERE FINE AI REPARTI-CONFINO A PARTIRE DA NOLA UN REPARTO FANTASMA CHE HA PRODOTTO SUICIDI, RAPPRESAGLIE ANTISINDACALI E CASSAINTEGRAZIONE.

I sindacati filo aziendali le reggono il gioco. Nonostante non ci sia nessuna prospettiva reale per il futuro, osannano le parole dell’amministratore delegato sull’annuncio, in un futuro più o meno prossimo, di nuove produzioni che assicureranno la piena occupazione negli stabilimenti italiani. Tutto pur di tenere gli operai tranquilli. Il solito trucco che va avanti da oltre un decennio.
Nel frattempo i filoaziendali accettano tutto quello che l’azienda ordina loro adesso. Per gli operai che da Pomigliano vanno a Cassino, dopo lo sciopero del 25 maggio, partecipazione oltre il 90% di adesioni, hanno accettato nell’incontro del 16 giugno, la vaga promessa di ridiscutere l’accordo entro “la fine dell’anno”, mentre l’azienda sta già preparando il terreno per fare pressione sugli operai con “colloqui dedicati”, cioè individuali, per tenerli buoni. Intanto la paura fa 90 e la fca di Pomigliano fa entrare gli operai e i pulmann dentro lo stabilimento, per evitare il contatto con le assemblee con i militanti del SI COBAS. Di fronte alla insofferenza degli operai rispetto al sabato lavorativo, non hanno trovato niente di meglio che farlo diventare giorno libero con “contratto di solidarietà”, cioè libero ma pagato dagli stessi operai.
L’unica cosa che hanno avuto è l’accordo con la FIAT per il prolungamento, fino a due anni, degli ammortizzatori sociali. Ma questa non è una concessione. Governo e azienda mettono le mani avanti. Sanno che il futuro non è positivo e per non rischiare una rivolta, promettono un sussidio agli operai che non faranno lavorare. Questo è l’unico piano industriale della FIAT, tenerci buoni a 4 spiccioli al mese.
I sindacati hanno cercato di sostituirsi al padrone parlando di “piano industriale”, cercando di convincere gli operai che quella era la strada giusta. La FIAT non ha concesso niente neanche su questo. Solo chiacchiere.
I sindacati non filo aziendali, sono divisi in tante organizzazioni in concorrenza tra loro. Ognuno difende il suo orticello e nella divisione generale il padrone se la gode.

Se gli diamo campo libero, senza nessuna pressione, divisi tra noi, disorganizzati, cercando di seguirlo sul suo terreno, quello delle vuote promesse e nel consentirgli il massimo sfruttamento degli operai che lavorano negli stabilimenti, come operai siamo fregati.
Il padrone ci utilizzerà nel modo più intensivo possibile fino a quando potrà, facendoci diventare vecchi e malati prima del tempo. Gli azionisti si abbofferanno il più possibile e noi affogheremo. Dobbiamo organizzarci in quanto operai, sui nostri interessi.
Esistono i sindacati del padrone, che apparentemente sono camuffati sotto le vesti di operai, ma difendono gli interessi del padrone. Poi ci sono i sindacati non apertamente con il padrone, che spesso con la loro politica piena di illusioni riformiste e la concorrenza tra loro, non danno la possibilità agli operai di organizzarsi collettivamente e concretamente per la difesa dei loro interessi di classe.
Noi diciamo che il sindacato è uno strumento utile per la lotta, non può diventare uno strumento utile al padrone per fermare le lotte. Gli operai devono trovare il modo di organizzarsi oltre la sterile divisione in singole sigle sindacali, guardando a quelli che sono i loro interessi oggi. E i loro interessi immediati sono chiari: devono poter vivere con un salario adeguato. Non possono essere consumati sulle linee per il troppo lavoro tanto da essere considerati “vecchi” e inutili a cinquant’anni.
Non possono vivere solo per arricchire il padrone, sballottati a centinaia di chilometri, senza più il tempo per vivere la loro vita. Questo è il minimo essenziale.
Se i padroni non sono neanche più capaci di assicurarci questo, significa che il loro tempo è scaduto, il loro sistema è finito lo dimostra la massiccia adesione dello sciopero dei trasferiti a Cassino La mobilitazione che stiamo organizzando a Cassino per il 30 giugno, nello stabilimento simbolo del futuro della FCA in Italia e nello stesso tempo del fallimento delle sue politiche aziendali, per noi è un passo importante verso questa direzione.

PER QUESTO FACCIAMO APPELLO A TUTTI I MOVIMENTI DI LOTTA AD UNIRSI AGLI OPERAI DEL GRUPPO FIAT PERCHE’ SE VINCONO GLI OPERAI, I DISOCCUPATI E GLI STUDENTI AVRANNO UNA POSSIBILITA’ IN PIU’ PER GARANTIRSI IL PROPRIO FUTURO. QUINDI TUTTI A CASSINO.
SI COBAS FCA POMIGLIANO- USB FCA MELFI- CUB FCA MELFI/BASILICATA- OPERAI AUTORGANIZZATI FCA TERMOLI- UN GRUPPO DI OPERAI ISCRITTI FIOM CASSINO- USB FCA TERMOLI SOSTIENE L’INIZIATIVA- COBAS FCA MIRAFIORI- COBAS LAVORO PRIVATO.

 

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