Napoli – È stata occupata Villa Ranieri, situata in via Luca Samuele Cagnazzi, (Quartiere Stella, Rione Sanità), da un collettivo di circa 30 persone che si ritrovano in emergenza abitativa, coadiuvato dagli attivisti della Campagna “Magnammece o Pesone”.

Villa Ranieri è una storica villa settecentesca napoletana, che nella seconda metà del ‘800 è stata proprietà del conte Antonio Ranieri e poi donata, dallo stesso, alla Fondazione Pio Monte della Misericordia, fondazione laica, nobiliare e con scopi caritatevoli.

Nel corso degli anni la villa ha cambiato numerose destinazioni d’uso, tra le quali quella di casa di riposo, ristorante ed hotel, ma ormai lasciata in uno stato di abbandono e degrado da circa 5 anni.

Il collettivo ha deciso di riappropriarsi di un importante luogo del quartiere e della città, seguendo la scia dell’occupazione dello stabile a Piazza Miraglia degli attivisti di Magnammece o Pesone e del Giardino di Leopardi liberato nel 2015, e restituito alla collettività.

A questa azione forte, che viene dal popolo, il Pio Monte della Misericordia, inviando un soprintendente in loco, ha risposto in maniera dura ordinando lo sgombero e affermando che lo stabile non fosse abbandonato, ma chiuso e custodito.

Il soprintendente Alessandro Pasca di Magliano continua sostenendo, inoltre, che sono previsti dei progetti per il ripristino della Villa: laboratori di formazione, una grande casa di accoglienza per donne in difficoltà. Un progetto che sarà esecutivo a partire da dicembre 2017 e che sono già stati effettuati lavori di manutenzione delle coperture e sono state installate inferriate alla villa.

Abbiamo sentito un’attivista della Campagna Magnammece o Pesone, che ci ha rilasciato un’intervista raccontandoci cosa è accaduto:

“Un gruppo di famiglie, studenti, precari che si trovano in emergenza abitativa ha deciso di liberare questo edificio in stato di totale abbandono, che ha anche un importante valore storico. È un edificio in disuso oramai da cinque anni, di proprietà del Pio Monte della Misericordia.

Gli abitanti del quartiere Stella si sono spesso lamentati dello stato di abbandono della villa e anche per questo si è deciso di procedere all’occupazione.

La Campagna del diritto all’abitare di “Magnammece o Pesone” che da ormai circa otto anni libera palazzi dal degrado e dall’incuria, per garantire il diritto all’abitare, appunto, a persone che si trovano in emergenza abitativa.

Oggi le persone hanno iniziato a ripulire la villa. L’edificio all’interno era completamente distrutto, cosa che non si sarebbe mai detta vedendolo dall’esterno. Noi presumiamo che, oltre ad evidenti atti di vandalismo, sia anche la proprietà stessa che renda di proposito inabitabili gli edifici, lasciandoli in uno stato di completo abbandono, pur di conservarne la proprietà per utilizzi esclusivi.

Con una rapidità impensabile” continua l’attivista “il Pio Monte della Misericordia ha mandato il suo consulente finanziario e ci ha fatto capire senza scrupoli e senza mezzi termini che avremmo dovuto sgomberare la villa, senza dare validi motivi e sufficienti spiegazioni.

È stata una azione violenta anche per come verbalmente è stata posta. Un ordine laico che nasce con scopi benefici, che nel 2017 si forgia ancora di titoli nobiliari, non adempie in alcun modo agli scopi per cui è stato fondato.

Aggiunge “Anche se sono loro i proprietari ben venga che un edificio storico ormai abbandonato possa dare un tetto a delle persone, forse questo non è stato compreso dai soci della fondazione.

È abbastanza chiara la posizione della controparte. La cosa che maggiormente ha provocato scandalo tra gli attivisti è l’atteggiamento della fondazione, del loro fare arrogante.

La Campagna per il diritto all’abitare supporta la lotta di queste persone, ma è sempre una scelta chiaramente di campo. Oggi per permettere a 30 persone di avere un tetto sulla testa piuttosto che lasciarle in mezzo ad una strada è una scelta di campo.

Su questo argomento la fondazione Pio Monte della Misericordia, non si è mostrata minimamente umana, anzi ha avuto un atteggiamento abbastanza vergognoso.

Villa Ranieri Magnammece o Pesone Occupata

Il giovane attivista continua poi raccontandoci cosa sia la Campagna Magnammece o Pesone: “Nasce nel 2013 con l’occupazione di Villa De Luca a Capodimonte,

ad oggi conta un numero veramente elevato di persone in emergenza abitativa.

In questi anni siamo sempre stati affianco a queste persone seguendo le loro esigenze. Siamo un gruppo di supporto e anche stamattina lo abbiamo fatto e nonostante tutto abbiamo sollevato e portato alla luce un problema.

Il territorio napoletano è pieno di edifici abbandonati, che potrebbero avere scopi sociali. Dai piani alti della politica la risposta ad ogni cosa è sempre che mancano fondi, risorse assenti, che è impossibile attuare politiche per garantire i diritti basilari della persona. Ebbene questa cosa non è assolutamente vera, ci sono dei modi per risolvere o quantomeno dare una risposta all’emergenza sociale, in questo caso il diritto alla casa.

Quella di stamattina è sicuramente stata una prova di resistenza contro l’isolazionismo e la poca tutela. Riteniamo che sia un grande esercizio di ripristino di alcuni diritti che oggi vengono sminuiti: il diritto ad avere una casa, un lavoro e il diritto alla salute. Tre cose fondamentali che permettono ad una persona di vivere in maniera dignitosa.

Altrimenti è solo un gioco di sopraffazione, chi possiede mezzi, strumenti e soldi, come nel caso della fondazione, fa valere le proprie idee con prepotenza e forza su chi non può permettersi nemmeno una casa.

Poi è giunta la notizia che le persone sono state sgomberate dalla Villa Ranieri, in quanto ritenuta inagibile causa danni strutturali all’interno della struttura e non è possibile permanere nella stessa.

Sara Simeone

 

 

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Studentessa di 29 anni originaria dell’entroterra casertano. Diplomata al Liceo Scientifico Bilingue nel 2007, iscritta successivamente alla Facoltà di Architettura di Napoli, città in cui vivo da oramai dieci anni. Per indole e per scelta accademica i miei interessi riguardano la cultura, la fotografia, la lettura, la musica, la cucina (che ha molteplici punti in comune con l’architettura) e in generale ogni singola forma d’arte. Ho sempre scritto solo per me stessa, ora mi addentro in ambito giornalistico per la prima volta, cogliendo l’occasione, in tal modo, di comunicare con un pubblico reale.

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