La seconda semifinale della Confederations Cup non riserva sorprese: a Sochi la Germania dei giovani passa sul Messico con un risultato, il 4-1, che, per quanto visto in campo scredita troppo i campioni della Concacaf che, in particolar modo nel primo tempo, si sono resi protagonisti di una grande partita.

I meriti dei teutonici sono stati quelli di riuscire ad indirizzare subito la partita su binari favorevoli, ad arginare grazie ad un ottimo lavoro difensivo – grandissima prova di Ginter e Ruediger – quasi tutte le iniziative avversarie e a concretizzare ogni occasione. Per i tedeschi è la prima finale in questa competizione.

Pronti via ed è subito Goretzka che ai minuti 6 e 8 indirizza la partita a favore dei suoi con un uno-due fulminante. Nella prima occasione il numero 8 è bravo ad infilare di prima l’ottimo suggerimento dalla destra di Henrichs, mentre nella seconda, Timo Werner, in versione assistman, mette il compagno solo davanti ad Ochoa: destro ad incrociare e 2-0.  Per i campioni del mondo dieci minuti di gestione prima del momento di rilassamento totale. Al 21′ Layún crossa in mezzo senza trovare nessuno, mentre al 25′ Giovani Dos Santos scodella per il fratello Jonathan che a sua volta non trova la porta. Germania che in questa fase resta schiacciata dai messicani provando a ripartire solo in contropiede. Al 31′ Giovani Dos Santos strappa il pallone al limite dell’area a Draxler, non bravo nel proseguire il disimpegno. Il messicano, però, tira al lato non impensierendo Ter Stegen. Un minuto dopo è sempre il numero 10 dei Los Angeles Galaxy a prendere l’iniziativa, questa volta mandando in apprensione gli avversari con il suo diagonale sapientemente deviato dall’estremo difensore tedesco. Sulla ribattuta è l’altro Dos Santos a tentare la conclusione di testa, schiacciandola troppo. Il momento è propizio per il Messico che, al 35′, con un’invenzione, manco a dirlo, di Giovani, porta il Chicharito Hernandez, che sfrutta un’indecisione di Kimmich, davanti alla porta: la punta del Leverkusen, però, si divora il gol che avrebbe consentito ai ragazzi di Osorio di rimettere sui binari giusti la gara. Il pallino del gioco è nelle mani dei campioni della Gold Cup che, con Herrera su punizione prima, con il sollecitatissimo Dos Santos senior poi, impensieriscono la retroguardia teutonica. In questa fase della gara i ragazzi di Loew non riescono più a ripartire, perdendo spesso palla a centrocampo nel tentativo di ripartire, soccombendo alla pressione avversaria.

Goretzka, centrocampista dello Schalke e mattatore della serata.

All’inizio della ripresa rinsavisce la Germania che attacca subito con Werner che in pressione fa tremare Ochoa, salvo poi, al 50′ subire subito la controffensiva di Hernandez che, in contropiede, serve Raul Jimenez che però con il suo sinistro non impensierisce Ter Stegen. Subito dopo, un’invenzione di tacco di Goretzka – MVP per distacco – trova l’inserimento di Werner che, davanti all’estremo difensore avversario, subisce una leggera spinta di mestiere del neo romanista Hector Moreno che lo sbilancia tanto da fargli perdere l’attimo giusto per il tiro. Subito dopo è sempre il centrocampista dello Schalke a prendere l’iniziativa partendo in contropiede e facendo valere la sua preponderanza fisica e riuscendo, sulla trequarti avversaria, a subire fallo determinando la punizione per i suoi. Sulla battuta Draxler che però va abbastanza centrale. Al 58′, con una dimostrazione di grandissima qualità, la Germania infila il 3-0 con Werner che deve solo insaccare a porta sguarnita sul suggerimento di Hector il quale, a sua volta, riceve uno splendido suggerimento di Draxler. Questa rete è, di fatto, la rappresentazione più pura del talento di cui è costituita questa squadra che, alla vigilia della coppa, Loew ha definito ‘sperimentale’. Al 62′ fuori Giovani Dos Santos, dentro Fabian, centrocampista dell’Eintracht Francoforte che subito si rende protagonista di un’azione pericolosa per i suoi, tirando sull’esterno della rete. Al 69′ prima Layún con un tiro pericoloso, poi Araujo sugli sviluppi di un calcio d’angolo impensieriscono gli avversari, a testimonianza del carattere che i messicani mettono in campo in ogni gara. Al 74′ botta e risposta: da una parte Draxler fa fuori con un numero d’altra scuola il numero 7 dei verdi e, dopo essersi accentrato, tira tra le braccia di Ochoa. Sul ribaltamento di fronte Jimenez colpisce la traversa di testa. Il finale di partita vale il prezzo del biglietto: all’89 Fabian segna un gol da cineteca con un destro potentissimo dai 35 metri su cui l’estremo difensore del Barcellona non può nulla. Due minuti dopo la Germania chiude definitivamente la partita (ammesso e non concesso che sia mai stata riaperta) con Younes, entrato al posto del capitano Draxler, che, ricevuta palla da Emre Can trafigge il portiere avversario con un bel sinistro angolato.

Estrema delusione per il Messico che, in ogni caso, ha disputato una partita gagliarda e, in generale, una Confederations di livello, dimostrando di avere un organico di gran qualità ed un carattere che la rende un avversario ostico. Appuntamento al 2 luglio per la gara valevole per il terzo posto, contro il Portogallo, per provare quantomeno a sanare la ferita del risultato di stasera che, ripetiamo, è fin troppo ingeneroso per i ragazzi di Osorio.

 

Fonti immagini: tuttosport.com; corrieredellosport.com

Vincenzo Marotta