Ricorre in data odierna il 57° anniversario della rivolta popolare che interessò la città di Genova, oggi in marcia anche per l’apertura della nuova sede di CasaPound in Piazza Almirante.

Originati dalla volontà di contrastare il congresso dell’allora Movimento Sociale Italiano, i fatti del 30 Giugno 1960 si conclusero con gli scontri in Piazza De Ferrari e con un bilancio di 162 feriti tra gli agenti e circa 40 tra i manifestanti.

La popolazione di Genova, città decorata con la medaglia d’oro alla Resistenza, percepì il congresso del partito di Giorgio Almirante come un’offesa intollerabile ai risultati raggiunti in tanti anni di lotta antifascista. Alla manifestazione presero parte circa 30.000 persone, operai e giovani scesero in piazza per difendere la democrazia e la Costituzione.

Oggi come allora, lo spirito della militanza antifascista aleggia sulla città di Genova che, 57 anni dopo gli eventi di Piazza De Ferrari, farà da cornice ad un nuovo corteo di manifestanti.

Oltre a celebrare i fatti avvenuti nel ‘60, questa manifestazione avrà ad oggetto gli ultimi sviluppi politici in seguito alle elezioni amministrative. Pochi giorni fa, infatti, Marco Bucci, candidatosi a capo di una coalizione di centro-destra composta da Lega-Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Alleanza Nazionale, è stato eletto sindaco della città di Genova.

È il caso di dire che, oltre al danno, i genovesi hanno dovuto subire anche la beffa del recente annuncio, da parte di CasaPound, di inaugurare la nuova sede del partito a due passi da Piazza Alimonda, luogo in cui perse la vita Carlo Giuliani, uno dei tanti manifestanti del G8 di Genova.

La morte fu causata da un proiettile che lo colpì in pieno volto, esploso dal carabiniere ausiliario Mario Placanica “per legittima difesa”, scriveranno il GIP, prima, e la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, poi.

CasaPound ha smentito le voci che attribuiscono la scelta della nuova sede ad una provocazione, affermando che si tratta, in realtà, di una semplice casualità. Ma già in passato il partito di Iannone aveva fatto discutere di sé a causa di attacchi mirati, come quello alla ‘bolla’ della trasmissione del Grande Fratello e l’altro alla sede della RAI in Roma per protestare contro la trasmissione “Chi l’ha visto”, a causa della ricostruzione operata dal programma sugli scontri avvenuti ad opera del Blocco Studentesco contro la riforma Gelmini nel 2008.

A causa della tensione che si avverte distintamente nel genovese, Gianni Plinio, esponente di Fratelli d’Italia, insieme al consigliere comunale Alberto Campanella, ha richiesto al prefetto di vietare il corteo.

Il neo eletto sindaco Marco Bucci si è visto costretto a respingere l’istanza da parte dei due esponenti di FdI sulla base del fatto che, come riportato all’art 17 della Costituzione, le manifestazioni possono essere vietate soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica. Secondo quanto dichiarato dal Collettivo autonomo dei lavoratori portuali, infatti, il corteo “dovrà essere pacifico e non si dovrà cedere a qualsivoglia provocazione”.  Le forze dell’ordine, adottando una tecnica già sperimentata durante altre manifestazioni a rischio, costeggeranno il corteo senza imporre blocchi forzati che potrebbero essere visti come una provocazione e quindi comportare reazioni violente.

Per i motivi sopra riportati in merito alla nuova sede di CasaPound e, soprattutto, per onorare la memoria di Carlo Giuliani, è stato deciso di far partire la manifestazione proprio da Piazza Almirante, per far sentire ancora una volta e distintamente la voce della città di Genova che, nonostante tutto, continua a difendere con forza e determinazione quella medaglia d’oro ricevuta in onore della Resistenza.

Sara Cerreto