Come spostare l’attenzione Clemente Mastella lo sa bene, essendo uno che di spostamenti se ne intende, avendo girato otto partiti in poco più di vent’anni, passando dal governo Berlusconi a quello Prodi e poi ancora arrivando ad essere membro del Parlamento europeo con il Popolo della Libertà.

Ma ora sembra aver trovato la quiete, eletto a giugno 2016 sindaco di Benevento.

Una città che sembra aver tirato su dopo dieci anni di silente amministrazione di centrosinistra, a suon di feste di piazza, concerti e spettacoli, seguendo il sempreverde motto del panem et circenses ed improvvisandosi addirittura procuratore nella campagna acquisti del Benevento Calcio, neopromosso in serie A, per il quale dice di aver intercesso per far restare in città un calciatore in prestito dalla Fiorentina.

E in mezzo a tutto questo fiorire di festeggiamenti, lustro e lustrini, il sindaco che tutto può se ne va nei salotti televisivi delle reti nazionali a parlare di un problema sicurezza causato dai migranti. Per poi intimare, tra un concerto dei Cugini di Campagna e una cena in piazza, lo sgombero del Centro Sociale Autogestito Depistaggio, punto fermo della sinistra antagonista beneventana da oltre diciassette anni, e del Lap Asilo 31.

Ma lui, appunto, tutto può. Così, durante quella che sarebbe dovuta essere la conferenza stampa della fine del suo primo anno di amministrazione, in cui si sarebbe dovuto parlare anche delle criticità della gestione cittadina, lui può spostare l’attenzione verso l’argomento che gli sta più a cuore: i migranti.

Annuncia, infatti, l’arrivo di 1000 migranti in città che verranno ospitati presso l’ex caserma Pepicelli, struttura situata nella zona della “Benevento bene” degli affitti con le cifre più alte della città, e un tempo sede della scuola allievi carabinieri.

Il polverone si alza e a sbattere i piedi ci si mette anche il coordinamento provinciale di Noi con Salvini, commentando che è inaccettabile fare arrivare i migranti proprio ora che il Benevento è salito in serie A.

Ma il sindaco ballerino, dicevamo, può tutto, può anche smentire il giorno dopo la notizia.

“Io non ho mai detto che sicuramente sarebbero arrivati 1000 migranti a Benevento – corregge il tiro – ho solo voluto avvertire che ci fosse il rischio di una nuova invasione anche qui”.

Ormai però il polverone è alzato e Mastella si servirà di tutti i commenti xenofobi che lo hanno seguito per farsi forte nel continuare ad affermare la sua tesi: il popolo beneventano non vuole i migranti e lui non è razzista, è semplicemente un sindaco che risponde al sentire e alle esigenze della sua cittadinanza, un buon sindaco insomma.

Appare curioso, inoltre, che il sindaco che parla di “invasione”, il 25 giugno presenziava alla Giornata Mondiale del Rifugiato, organizzata a Benevento da due cooperative che si occupano di accoglienza dei migranti. Appare ancora più curioso che parli di “invasione” dimenticando che la provincia di Benevento è tra quelle che in Italia ospitano il minor numero di migranti.

A rivelarlo sono i numeri elaborati da Il Sole 24ore: in Campania, quella di Benevento è la provincia che ospita meno stranieri e in Italia, dietro Benevento, ci sono soltanto le province interne della Sardegna e quella di Taranto. La provincia di Benevento, conta, infatti, il 2,67% di presenze straniere, a fronte di percentuali del 14% come quella, per esempio, di Milano. E della provincia, oltretutto, non è neanche Benevento il Comune ad ospitarne di più, ma è il comune di Paolisi, paesino di 2050 abitanti che conta circa 175 stranieri.

Ma evidentemente di questi numeri non si serve né il sindaco né chi continua ad alimentare populismi e guerre tra poveri.

Si sarebbe potuto parlare, in quella che era una conferenza stampa di fine anno, del dissesto economico dichiarato dalla giunta Mastella e dei conti in rosso del Comune. Si sarebbe potuto parlare dei numeri sempre più in crescita dei giovani che lasciano la provincia, o dell’insopportabile clima di repressione che avvolge la città, con ordinanze anti-accattonaggio e minacce di sgombero degli antagonisti.

Ancora una volta, Mastella, veterano di un certo tipo di politica, ha saputo tirare acqua al suo mulino con trucchetti da prestigiatore, e ancora una volta tutti gli altri hanno abboccato al suo amo.

Giulia Tesauro

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