Una zampata al volo al 90′ di Pepe e un calcio di rigore trasformato da Adrien Silva nei tempi supplementari regalano il terzo posto al Portogallo nella Confederations Cup, superando nella finalina il Messico, nella bella cornice dell’Otkrytie Arena di Mosca.

I lusitani, senza Cristiano Ronaldo (partito per gli Stati Uniti per abbracciare i figli appena nati), Bernardo Silva, William Carvalho e André Gomes, hanno affrontato in modo deciso, almeno nei primi venti minuti, la nazionale centroamericana, anch’essa rinnovata rispetto alla semifinale persa con la Germania. Infatti il primo episodio di rilievo della gara è per i campioni d’Europa in carica che al 17′ si guadagnano un penalty, grazie al neo milanista André Silva e alla VAR, che ha segnalato l’azione fallosa di Marquez all’arbitro saudita Al Mardasi, il quale in un primo momento aveva lasciato correre. Ma l’ormai ex Porto, forse ancora sotto l’effetto Bravo che con le sue parate dagli undici metri ha praticamente eliminato la nazionale portoghese mercoledì scorso, ha sprecato facendosi ipnotizzare da Ochoa. Da questo momento in poi cresce la nazionale messicana che, senza i fratelli Dos Santos, viene trascinata dal talento del Chicharito Hernandez e di Carlos Vela, i quali mettono in difficoltà la difesa lusitana con la loro rapidità e impegnano in più di un’occasione Rui Patricio.

La seconda frazione di gioco comincia a ritmi blandi fino a quando un’azione personale di Hernandez sull’out di sinistra si trasforma in un goffo autogol dell’ex Siena Neto, che insacca nella sua porta il cross effettuato dall’ex Manchester United. Il Portogallo sembra accusare il colpo e impegna veramente Ochoa solo in un’occasione, quando al 60′ Martins costringe ad un vero e proprio miracolo l’estremo difensore messicano, che respinge in angolo un colpo di testa a distanza ravvicinata: sul seguente corner è il capitano (in assenza di Ronaldo) Nani, lasciato tutto solo al centro dell’area, a mandare a lato la sfera sempre di testa. Tutto sembrava presagire a una vittoria messicana, quando al 91′ il difensore Pepe, assente in semifinale per squalifica, ripaga la nazionale di Juan Carlos Osorio della stessa moneta ricevuta nel girone eliminatorio: beffa finale. Nella prima giornata fu il neo acquisto della Roma Hector Moreno a beffare i lusitani, mentre oggi, invece, è il difensore del Real che devia in rete un cross scodellato da Ricardo Quaresma, anticipando da bomber vero il difensore Layun. Nei supplementari lo stesso Layun conferma lo scarso stato di forma, intercettando, al terzo minuto del primo tempo, con la mano la palla nella sua area di rigore regalando così il secondo tiro dal dischetto al Portogallo. Questa volta però è stato un altro Silva ad incaricarsi della battuta: Adrien, attaccante dello Sporting. che spiazza il numero uno del Messico. Gli uomini di Fernando Santos, complice anche l’espulsione di Semedo, si rintanano nella loro metà campo senza però mai rischiare se non negli ultimi istanti di gara con Herrera e Moreno che spaventano leggermente Rui Patricio.

Confederations Cup, Portogallo
Adrien Silva, attaccante dello Sporting Lisbona, che spiazza Ochoa dagli undici metri (foto Sky.it).

Tensione nel finale con il ct messicano Osorio, allontanato per proteste per un presunto calcio di rigore negato alla sua nazionale, a dimostrazione di quanto ci tenessero alla Confederations Cup i centroamericani. Manifestazione onorata anche dal Portogallo che con un Cristiano Ronaldo in più, anche se non in versione Champions, non si giocherà la finale con i tedeschi solo perché sulla sua strada ha incontrato un Claudio Bravo  extraterrestre nella semifinale con il Cile. Appuntamento, quindi, fra un anno dove sicuramente le due formazioni non partiranno con i favori del pronostico, ma saranno senza dubbio protagoniste della rassegna mondiale.

Fonte immagine in evidenza: www.StadioSport.it

Ivan D’Ercole

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