Il Sud della Francia è una terra piena di storia e tradizione. L’influenza culturale della vicina Spagna e della confinante Italia hanno contribuito a rendere questa regione affascinante ed unica. Ricca di feste popolari che riecheggiano quelle della Spagna andalusa, l’Occitania afferma in questo modo la propria identità per contrastare il potere accentratore dell’ Île de France.

Come non ricordare le leggende del ciclo di Bretagna, ambientate proprio in questi luoghi, e ancora le più amate feste popolari di Francia come il celebre Carnevale di Limoux , la Festa dell’Orso in Vallespir, le feste camarghesi, le corride o le giostre nautiche. Unendo leggende, folklore, religione o momenti di antica vita campestre, queste feste e tradizioni rimangono vive nel tempo.

  • Carnevale di Limoux

    Sud Francia folklore festa tradizione
    Pierrot del Carnevale di Limoux

Il Carnevale di Limoux è un carnevale particolarissimo che si svolge in questo piccolo paese della Linguadoca. È caratteristico per la sua alternanza di bande e Pierrots durante tutta la settimana di carnevale. Le feste cominciano nel mese di gennaio e si protraggono per tutti i fine settimana del mese di febbraio. Secondo una tradizione che risalirebbe al XIV secolo il popolo festeggia il martedì grasso la fine delle regalie al monastero di Prouille percorrendo le vie del paese lanciando in aria doni e farina.

  • Festa dell’Orso di Vallespir

    Sud Francia folklore festa tradizione
    Festa dell’Orso

Questa vallata percorsa dal fiume Tech ci porta alla cittadella d’Arles-sur-Tech è la culla delle tradizioni antiche dimenticate come la Festa dell’Orso, in cui giovani vestiti da orso simulano la fuga della bestia feroce che, secondo la leggenda, avrebbe rapito la giovane Rosetta. Una caccia all’orso che non è altro che un rito scaramantico per allontanare gli spiriti cattivi. L’orso mascherato, infatti, rappresenta metaforicamente un essere dell’Oltretomba.

  • Festa di Camargue (Festa dei Gitani)

    Sud Francia folklore festa tradizione
    Festa Camargue

La pittoresca cittadina della CamargueSaintes Maries de la Mer  si ammanta di un fascino senza tempo grazie al Pellegrinaggio dei Gitani. Gitani da tutti gli angoli del mondo si radunano il 24 e 25 maggio per venerare la loro patrona, Santa Sara la Nera, la cui statua e le cui reliquie sono custodite nella cripta della chiesa. Per tutto il periodo che precede la festa (una decina di giorni), le strade della città si riempiono di gitani colorati e pittoreschi. La statua di S. Sara, che per giorni viene vestita di abiti multicolore e di gioielli dai fedeli in pellegrinaggio, il 24 maggio viene portata in processione dai gitani fino al mare dove viene benedetta, per simboleggiare l’attesa e l’accoglienza delle Saintes Maries (Marie Jacobé e Marie Salomé) da parte della santa, patrona dei gitani. Uno spettacolo imperdibile che si arricchisce di eventi paralleli come prove equestri, rodei e le corride non cruente.

  • Le Giostre a Sète
    Giostre di Sète
    Giostre di Sète

    Quando si pensa alla parola giostra si immagina ad un’attrazione per bambini solitamente con cavalli che gira in tondo. L’origine della parola giostra è cambiata nel tempo ma è ancora legata alla sua origine. Nel medioevo infatti le cosiddette Giostre erano dei Tornei, ovvero dei combattimenti fra due cavalieri con “lancia in resta”. La città di Sète ripropone quest’antica pratica ma in una versione ‘marina’. Durante le celebrazioni della festa di Saint Louis, dalle postazioni presenti lungo il molo del Royal Canal, si può ammirare lo spettacolo delle Giostre. Nel XVIII sec. la competizione vedeva contrapposti due fazioni: uomini sposati su di un’imbarcazione blu e uomini celibi su un’imbarcazione rossa. Il torneo viene aperto da una parata e, una volta in mare, i giostranti agitano verticalmente le proprie lance ogni volta che le imbarcazioni si incrociano. Quindi, i due uomini si sporgono dall’imbarcazione, protetti da uno scudo, ed affrontano i concorrenti con una lancia in legno rivestita di ferro, allo scopo di far cadere l’avversario in acqua. Il vincitore di questo grande torneo viene premiato con l’immortalità: fin dal 1666, il nome dei vincitori viene inciso a ricordo dei posteri nella sala del museo Paul Valéry.

Il Sud della Francia è un misto di tradizioni, culture, lingue e leggende da scoprire. Il miglior modo è probabilmente un viaggio on the road, percorrendo la meravigliosa costa mediterranea e attraversando le magnifiche campagne provenzali. Lo stupore sarà assicurato.

Agnese Cavallo

CONDIVIDI
Articolo precedenteIl Nuovo Policlinico firmato Boeri, polmone verde di Milano
Articolo successivoCumana e Circumvesuviana, in arrivo i biglietti digitali
Agnese Cavallo, nasce a Napoli il 14 novembre 1985. Da sempre appassionata di classicità, da quando il padre le raccontava i miti greci e l’Odissea in lingua napoletana, decide che la letteratura e le materie umanistiche saranno il suo futuro. Si iscrive, così, al Liceo classico Quinto Orazio Flacco di Portici (Na) e continua l’esperienza umanistica alla Facoltà di Lettere Moderne della Federico II di Napoli. Consegue la Laurea triennale e magistrale, presentando una tesi sull’opera di Francesco Mastriani , importante giornalista e scrittore di feullitton napoletano di fine ‘800. Il giornalismo, infatti, è da sempre una passione e quasi una missione. Convinta che i giornalisti siano spesso persone lontane dalla realtà, pronti, più che alla denuncia alla gogna mediatica, nei suoi articoli preferisce una sana soggettività volta all’etica e al sociale, anziché un’oggettività moralistica e perbenista. Nel febbraio 2012 inizia la sua esperienza con il giornale “Libero Pensiero News” occupandosi di sociale, cronaca, cultura e politica. Il suo argomento preferito? Napoli, tra contraddizionie e bellezza.