Nuove accuse per l’ex sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti. Nella mattinata di ieri, il Tribunale del Riesame di Salerno ha discusso la richiesta di arresto per scambio di voto politico-mafioso durante le Comunali del 2013 e le Regionali del 2015.

Rischia il carcere l’ex sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti. L’udienza è stata rinviata al 14 settembre prossimo, quando i giudici si riuniranno per decidere sulle misure cautelari da prendere nei confronti di Aliberti e di due esponenti di spicco della camorra organizzata, quali Gennaro e Luigi Ridosso.

Non ha retto la tesi della difesa, secondo la quale l’ex primo cittadino starebbe vivendo un periodo di forte stress che, nel caso di una misura cautelare, avrebbe messo a repentaglio la salute dello stesso. La perizia psichiatrica richiesta dal Pm Montemurro, infatti, ha constatato che lo stato di salute di Aliberti è compatibile con un eventuale detenzione in carcere.

Aliberti

E intanto la Procura, come racconta Cronache della Campania, avrebbe presentato un nuovo dossier sull’ex sindaco. La Procura sta seguendo una pista ben precisa: Aliberti starebbe cercando di manipolare importanti prove ed i rapporti con i dipendenti comunali, così come con la criminalità, sono ancora vivi.

Al vaglio della sostituto procuratore Montemurro, i cellulari e i computer utilizzati dalla moglie Monica Paolino e da Pasquale Aliberti. Fatti che confermerebbero la tesi della Cassazione, che vuole l’ex sindaco in carcere. La posizione sarebbe aggravata anche dalla testimonianza dell’ex vicesindaco Giancarlo Fele che sarebbe stato avvicinato da Aliberti nel tentativo di indurlo a falsa testimonianza in cambio di denaro.

Gli avvocati difensori, Agostino De Caro e Silverio Sica, hanno tempo fino alle fine di luglio per presentare le proprie tesi in contrapposizione alle nuove accuse. Si ritornerà in Tribunale il 14 settembre.

Nel frattempo, a Scafati la camorra si fa ancora sentire: la scorsa notte, in via Martiri d’Ungheria, un’altra bomba è esplosa ai danni di un locale, di proprietà del cognato del boss Ridosso, che avrebbe dovuto ospitare un centro scommesse. Un boato terribile, alle 3 di questa notte, che ha terrorizzato i residenti.

Paolo Vacca