Napoli. Via Bologna è diventata negli anni un concentrato di multietnicità. In quelle vie, nel tempo si è animato il famoso mercatino tenuto in vita dagli ambulanti.

Il mercatino di via Bologna ha alle spalle una storia fatta di lotte e di rivendicazione dei diritti. Dal 2009, infatti, gli ambulanti continuano a subire sgomberi. La situazione sembrava essere risolta lo scorso mese in seguito all’ennesimo sgombero da parte delle forza dell’ordine, voluto in maniera insistente dalla IV Municipalità. Secondo il presidente Giampiero Perrella e l’assessore all’ambiente Armando Simeone “la liberazione di via Bologna è funzionale al progetto del parcheggio sotterraneo di grandi stazioni in fase di realizzazione.”

Il Comune, a sua volta, ha ribadito di non aver avuto nessun coinvolgimento e da alcune dichiarazioni rilasciate dal sindaco Luigi de Magistris sembrava che la situazione si sarebbe presto risolta, assicurando gli ambulanti che il mercato avrebbe riaperto. L’intervento del sindaco ha ridato speranza solo per un breve periodo.  È passato un mese e gli ambulanti anche se sono in regola con i permessi, non possono esercitare l’attività in quanto non hanno ancora ottenuto l’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico.

Per evitare un ulteriore sgombero da parte delle autorità locali, gli ambulanti hanno deciso di sospendere il mercatino da venerdì scorso. In questa battaglia non sono soli e possono contare sull’aiuto che da anni offre l’associazione 3 febbraio sul territorio, presente in maniera costante a tutelare i diritti dei lavoratori e dei migranti in generale. “Chiediamo che il Comune rilasci subito agli ambulanti di Via Bologna le autorizzazioni all’occupazione del suolo pubblico – scrivono in un comunicato – Nel nome della dignità e del rispetto, del diritto al lavoro per tutte e tutti, per una Napoli accogliente, sicura e solidale!”

I 60 ambulanti coinvolti continuano a lottare affinché gli venga riconosciuto il diritto al lavoro.

Maria Baldares

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Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l'altra parte della medaglia, quella positiva.