Napoli, Via Argine. Alle prime luci del mattino uno dei quattro licenziati Hitachi, in preda alla disperazione, si è incatenato all’ingresso principale della fabbrica. Al suo fianco, la moglie e i figli, di cui una è affetta da grave disabilità.

L’ Hitachi poche settimane fa dichiarò che i quattro lavoratori erano in esubero. (Per maggiori informazioni )

In una nota di 48ohm – Spazio Collettivo  e di Si Cobas FCA si legge: ” Mentre Leonardo Finmeccanica guadagna milioni di euro in più attraverso la cessione di attività, gli operai vengono sacrificati. Nell’ambito della ristrutturazione di Leonardo Finmeccanica, da una parte, e della Hitachi dall’altra, gli operai della FATA, controllata Leonardo, che lavorano alla Hitachi (ex Ansaldo) di via Argine a Napoli, vengono messi fuori. 48 operai che lavoravano da anni con la FATA a via Argine si trovano dalla sera alla mattina con le loro vite stravolte. Dopo varie trattative tra azienda e sindacalisti, Hitachi acquisisce 30 lavoratori direttamente alle sue dipendenze. Altri 14 dovrebbero trovare collocazione attraverso la Leonardo che li ha presi tra i suoi diretti dipendenti, e 4 di loro si trovano senza “collocazione”, praticamente fuori senza lavoro.”

Continuano: “Indecentemente è stato proposto loro di andare a Porto Marghera se volevano lavorare. Mentre questo succede si accavallano notizie per creare polverone. Dalle dichiarazioni di un sindacalista della FIM si viene a sapere che verranno assunti altri 15 lavoratori ex magazzino servis e forse altri interinali. E perché allora non i quattro che sono fuori? Leonardo fa i suoi giochetti in borsa per aumentare gli utili e ingrassare i suoi azionisti.”

Concludono: “Hitachi ‘razionalizza’ le sue attività per realizzare maggiori profitti. I sindacalisti fanno i loro intrallazzi. E quattro padri di famiglia si trovano in mezzo alla strada. Leonardo e Hitachi fatturano migliaia di milioni di euro e non possono assicurare un salario a quattro operai? Questa è la realtà del sistema economico dei padroni. Quando serviamo ai loro profitti lavoriamo, quando non serviamo più al profitto siamo condannati alla miseria, mentre loro ingrassano. Gli operai hanno però smesso di accettare tutto in silenzio. Non si faranno condannare alla miseria della disoccupazione senza dire nulla. Hithaci, Leonardo e i sindacalisti che hanno firmato “l’accordo” che li sacrificava, dovranno prendersi le loro responsabilità di fronte a tutti, alla classe degli operai in particolare e all’intera massa dell’opinione pubblica in generale.”