La favola della botte è una delle leggende folkloristiche più famose e simpatiche che si legano alla cittadina di Heidelberg, luogo in cui si trova il castello più antico del Baden Wurttemberg. Tale castello nasce come fortificazione gotica e si trasforma in un vero e proprio plesso rinascimentale solo durante il periodo ottocentesco, diventando simbolo del romanticismo tedesco. Il poeta Joseph von Eichendorff nel 1807 affermò “certamente le rovine più grandi e belle della Germania” e allo stesso modo, Friedrich Holderlin (1770 – 1843), alla vista delle rovine, non seppe trattenere l’emozione:

“Maestosa nella valle, giantesca, sprofondava la rocca fatale lacerata dalle tempeste. Ma su quel titano senescente il sole eterno versava la luce, che dà giovinezza”.

Più volte esso è stato distrutto e successivamente ricostruito:

  • 1400: nell’antica fortificazione viene eretto il palazzo di Roberto, Ruperechtsbau, in onore del principe elettore palatino e re tedesco Roberto I
  • 1530: costruzione del palazzo delle Donne (Frauenzimmerbau)
  • 1531 – 41: sorge la torre del Portale (Torturm), unico edificio scampato alle distruzioni
  • 1533: costruzione del torrione principale (Dicker Turm) la torre, dove si trovava anche la prigione del castello, porta il significativo nome di Turm Seltenleer (“torre mai vuota”)
  • 1546: sistemazione della sala degli Specchi
  • 1556 – 66: viene innalzato il palazzo di Ottone Enrico
  • 1582 – 92: costruzione di un apposito edificio per ospitare la “Grande Botte”
  • 1601 – 07: l’architetto J. Schoch realizza il palazzo di Federico
  • 1614 – 19: sistemazione del giardino a terrazze (Hortus Palatinus), a cura di Salomon de Caus
  • 1615: sorge lo “Stùckgarten”, giardino dei cannoni.

LA GRANDE BOTTE DI HEIDELBERG

La favola della botte narra che nel 1591 fu collocata una Grosses Fass all’nterno del castello ove i  viticoltori locali dovevano versare una parte del vino prodotto, in quanto pagamento per le tasse. La custodia di questa botte gigantesca era affidata a Klemens Perkeo, un nano autriaco che parlava italiano. Ogni volta che qualcuno gli offrisse un bicchiere di vino egli era solito rispondere, con un tono scherzoso, “perchè no?” accettando con furore. Egli bevve molto vino per così tanto tempo che sembrerebbe essere morto per aver bevuto, per errore, un bicchiere d’acqua.

La botte attuale fu costruita nel 1751 in onore del principe elettore Carlo Teodoro, quando già il castello era in rovina

Fonti: Favola della Botte

Sabrina Mautone

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