La situazione lavoro in Campania continua a essere esplosiva. Dopo il caso dei 4 operai licenziati da Hitachi che da giorni protestano fuori lo stabilimento di Via Argine e la questione dei 177 esuberi nel polo aeronautico Atitech di Capodichino, all’orizzonte si intravede lo scoppio di una nuova grana sociale e occupazionale: quella dei 125 esuberi nel polo industriale FCA di Nola.

Dal verbale redatto dalla dirigenza dell’FCA di Nola, in un primo momento sottoscritto da CISL e UIL e, in un secondo momento, anche dalla FIOM, si evince che l’azienda ex FIAT ha intenzione di prorogare la cassa integrazione per 125 operai del polo industriale di Nola in quanto «la situazione rappresentata, nonostante i miglioramenti- si legge – non consente ancora il pieno impiego dei lavoratori in organico e comporta l’esigenza di gestire ulteriormente un temporaneo esubero di personale della suddetta sede di Nola, quantificato in 125 unità».

verbale FCA Nola

Antonio Montella, militante SI COBAS, spiega che i primi contrasti con la dirigenza si sono avuti a causa delle trasferte e “prestiti” di lavoratori da uno stabilimento FCA ad un altro: «FCA, negli scorsi mesi, ha deciso di impiegare alcuni operai in stabilimenti diversi da quelli di appartenenza. Abbiamo denunciato che, tali trasferimenti, erano stati effettuati senza compiere accertamenti medici sullo stato di salute dei lavoratori coinvolti e con indennità di trasferta che riteniamo non congrue. Inoltre, questi trasferimenti non sono mai stati quantificati dall’azienda: gli operai in prestito sanno quando partono ma non sanno quando tornano nello stabilimento di appartenenza». Antonio Montella poi prosegue nel suo racconto:  «Per coordinare le battaglie degli operai dei poli industriali della Campania, di Cassino, di Termoli e di Mirafiori, abbiamo indetto uno sciopero il 30 giugno scorso a cui ha aderito poi anche la FIOM. Successivamente è venuto fuori questo verbale della dirigenza FCA del polo di Nola, sottoscritto da CISL e UIL. La FIOM aveva detto, in un primo momento, di firmare l’accordo solo col consenso dei lavoratori ma, nonostante il no degli operai del secondo turno, il sindacato ha deciso in ogni caso di apporre la sua firma».

Il verbale della FCA di Nola ribadisce la volontà dell’azienda di prorogare la cassa integrazione per un anno, per un ulteriore periodo che va dal 13 luglio 2017 all’11 luglio 2018, con conseguente riduzione dell’orario di lavoro per 279 operai e con la possibilità di rivedere il fabbisogno lavorativo in corso d’opera. Inoltre, si legge dal verbale che la Direzione si riserva la possibilità di decidere, in maniera unilaterale,  «eventuali opportunità d’impiego del personale interessato presso altri stabilimenti ed enti di FCA Italy S.p.A. o altre società del gruppo FCA, anche in particolare tramite i c.d. “prestiti”o distacchi».

Nonostante le promesse di investimento e le dichiarazioni di FCA di voler rendere il polo di Nola un’eccellenza produttiva del gruppo aziendale, risulta chiaro che il piano aziendale non è capace di dare risposte soddisfacenti sul piano occupazionale; a prova di ciò c’è la volontà di prorogare la cassa integrazione di un altro anno per 125 esuberi. Nei prossimi giorni si capirà qual è l’evolversi della situazione, con una parte dei lavoratori FCA che è determinata nel portare avanti la battaglia, in maniera coordinata tra i vari stabilimenti, contro i piani aziendali FCA, considerati irrispettosi della dignità e della salute degli operai.

Mario Sica

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Nasce a Napoli nel 1988. Dopo aver trascorso i primi dodici anni di vita nella provincia nord di Napoli, a Villaricca, si trasferisce a Soccavo, quartiere di origine dei propri genitori. Durante gli studi classici, matura e coltiva la passione per il giornalismo e la scrittura creativa ed inizia una lunga militanza nei movimenti anticamorra e nei comitati territoriali della città di Napoli. Nel 2017, a “soli” 28 anni, consegue la laurea in giurisprudenza presso la Federico II. “Malato” di calcio e tifosissimo del Napoli, negli ultimi anni si appassiona alla boxe. Appassionato di lettura, in particolare classici e saggi storici, per sensibilità politica ha approfondito le sue conoscenze storiche dei movimenti di lotta del Novecento e del lungo processo di emancipazione del Sud America dal colonialismo ad oggi. Ha provato ad imparare a suonare la chitarra durante l’adolescenza ma, appurato di essere impedito, ha deciso di limitarsi all’ascolto di musica, in particolare De Andrè, Brassens, Pino Daniele e tutto il neapolitan power degli anni ’70 e ’80. Coltiva l’illusione, in un Paese che legge sempre meno e peggio, di poter trasformare la sua passione per la scrittura ed il giornalismo in un mestiere retribuito.