Durante il recente rapporto annuale dell’INPS presso la Camera dei Deputati, il presidente Tito Boeri ha affrontato il problema dell’accoglienza dei migranti dichiarando che il respingimento dei richiedenti asilo che arrivano sulle nostre coste da oggi fino al 2040 causerebbe 73 miliardi in meno in termini di contributi pagati che, a fronte di 35 miliardi di prestazioni sociali destinate agli immigrati risparmiati, provocherebbe comunque «un saldo netto negativo di 38 miliardi».

Per poter affermare ciò l’INPS si è basata sui dati della Farnesina riguardanti il triennio precedente alla crisi, che presentano un ingresso annuo di 150 mila migranti contribuenti. Riducendo suddetta cifra del 5% rappresentato dagli emigrati e confrontando i dati degli archivi personali dell’istituto, è stato attribuito uno stipendio di 2700 euro il primo anno di lavoro che arriva fino a 9500 con un contributo annuo del 33,9%.

È stato questo il calcolo che ha portato Boeri a sostenere e sottolineare il ruolo fondamentale che i migranti giocherebbero per l’ente previdenziale, concludendo così il suo discorso: «Abbiamo perciò bisogno di più immigrati e impedire loro di avere un permesso di soggiorno quando sono in Italia è la strada sbagliata perché li costringe al lavoro nero e li spinge nelle mani della criminalità».

A tali dichiarazioni sono seguite molteplici critiche da parte di chi non condivide la vitale necessità di accoglienza sostenuta da Boeri. Tra questi figura il commento del professore Renato Brunetta, deputato e capogruppo di Forza Italia, secondo il quale le proiezioni fatte dall’INPS sarebbero sbagliate perché calcolerebbero solo le entrate dei contributi versati dai migranti e non le spese dato che le proiezioni fermandosi al 2040 non considererebbero le pensioni pagate agli immigrati che invece comincerebbero nel 2060. Inoltre, secondo i calcoli dell’ex ministro Brunetta basati su dati ISTAT, a fronte di 1,8 milioni di extracomunitari che lavorano pagando le tasse, ce ne sarebbero altri 2,1 milioni che tra inattivi, in cerca di lavoro, bambini e anziani rappresentano solo un costo per il welfare italiano.

Brunetta conclude quindi dicendo che il calcolo dell’INPS «è parziale in quanto considera solo i benefici derivanti dagli immigrati regolari-regolari, vale a dire con permesso di soggiorno e che lavorano, mentre non considera i costi degli immigrati regolari-irregolari, vale a dire che hanno permesso di soggiorno ma non un lavoro regolare, né quelli degli immigrati irregolari-irregolari, senza permesso di soggiorno e senza lavoro. Ne deriva che l’immigrazione rappresenta per l’Italia più un costo che un beneficio».

Inoltre, mentre il capogruppo azzurro afferma che l’accoglienza dei migranti rappresenta per l’Italia più una spesa che un beneficio, arriva anche la voce autorevole del fondatore della Microsoft Bill Gates, che in una recente intervista al quotidiano tedesco Die Welt ha dichiarato che per l’Europa sarebbe «materialmente impossibile» accogliere una continua massa di persone in crescente aumento, nonostante secondo Boeri questo favorirebbe la nostra pensione. La soluzione, secondo l’imprenditore, sarebbe infatti quella di rendere più difficoltose le vie di approdo verso l’Europa; e ciò contribuirebbe a diffondere la voce della difficoltà del viaggio e la conseguenza sarebbe una diminuzione del numero di rifugiati.

E se Boeri da un lato auspica che il flusso di migranti non cessi, dall’altro la Commissione Europea sembra fortemente intenzionata quantomeno a limitare gli sbarchi senza negare tuttavia l’accoglienza ai profughi. Lo scorso 4 luglio, infatti, ha presentato un piano che prevede l’erogazione immediata di 35 milioni di euro all’Italia (per far fronte all’emergenza migranti, migliorando ad esempio i centri d’accoglienza attualmente in condizioni molto negative) e contemporaneamente il finanziamento di 46 milioni di euro al governo libico per controllare in maniera più efficace le partenze dalle proprie coste. Parallelamente il piano prevede anche la cooperazione con i governi di Libia, Tunisia, Egitto, Algeria, Niger e Mali per un’ulteriore controllo delle frontiere e per i rimpatri dei cosiddetti “migranti economici” e la modifica degli accordi di Berlino per l’accoglienza dei profughi nei vari paesi europei. In cambio la Commissione chiede all’Italia di velocizzare i rimpatri, e scrivere un codice di condotta per le ONG che agiscono nel Mediterraneo e che ad oggi continuano a salvare migranti senza alcuna autorizzazione.

Se questo piano si rivelerà efficace, certo è che i numeri degli arrivi diminuiranno, e di conseguenza Boeri, di concerto col governo in carica, dovrà elaborare proposte nuove per far quadrare i conti all’INPS.

Federico Rossi

 

@Photo Credit: ANSA/GIUSEPPE LAMI

1 COMMENTO

  1. Ah beh, se l’ha detto l’imparzialissimo Brunetta. Scopro adesso che è professore, mi cheido se nelle ultime legislature ha tenuto più lezioni o sedute in parlamento.

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