Napoli. Non si ferma la battaglia dei quattro operai licenziati da Hitachi. Dopo i presidi  a oltranza fuori i cancelli dello stabilimento di Via Argine, la protesta al Duomo di Napoli e l’incontro ottenuto al comune con l’assessore al lavoro Panini, i SI-COBAS, a sostegno della vertenza, hanno organizzato un sit-in sotto la sede CISL di Via Medina, in occasione dell’incontro tra i quattro operai licenziati e l’agenzia di somministrazione Quanta S.p.A., alla presenza dei sindacati confederali.

Nella mattinata del 14 luglio, i SI-COBAS si sono dati appuntamento alle ore 12 sotto la sede della CISL di Via Medina ma, una volta arrivati lì, sono stati informati del fatto che l’incontro tra gli operai licenziati da Hitachi, i sindacati confederali e i vertici dell’agenzia di somministrazione Quanta S.p.A. era stato anticipato e si era concluso con un nulla di fatto.

I lavoratori licenziati dal colosso Hitachi chiedono da giorni incontri in Prefettura per avviare veri tavoli di trattativa, con l’obiettivo di ottenere la ricollocazione a tempo indeterminato presso Fata o Hitachi, così come avvenuto per altri 44 operai dello stabilimento di Via Argine.

Gli operai licenziati hanno avanzato la richiesta di imbastire un tavolo di trattativa in Prefettura anche nell’incontro, ottenuto il 12 luglio, con l’assessore Panini nella sede di Palazzo San Giacomo. Presenti all’incontro con l’assessore al lavoro del comune di Napoli alcuni delegati del sindacato SI-COBAS, uno degli operai licenziati e la consigliera comunale DEM.A Laura Bismuto.

Antonio Barbati, delegato SI-COBAS, presente all’incontro con l’assessore Panini, afferma che «l’incontro serviva ad esplorare la disponibilità dell’amministrazione, nella persona dell’assessore al lavoro, a convocare al più presto un vertice in Prefettura sulla vertenza. L’impegno da parte loro è stato preso». Totale la solidarietà della consigliera Bismuto: «il colosso Hitachi non può lasciar fuori senza alcun motivo quattro lavoratori che, da oltre vent’anni, prestano servizio per la crescita della loro azienda. Non c’è stato di crisi, non è un’azienda in perdita, non è prevista chiusura della sede, bensì sono previste per la stessa sede e per la stessa Quanta S.p.A. circa 250 nuove assunzioni».

I quattro operai licenziati da Hitachi, dunque, non arretrano di un millimetro e continuano a rivendicare le loro posizioni, a sollevare le contraddizioni di un’azienda in salute che lascia per strada quattro famiglie e ad evidenziare l’ingiustizia provocata da un mercato del lavoro sempre più disegnato ad uso e consumo dei vertici aziendali. I prossimi giorni ci diranno se e quando si terranno vertici in Prefettura per discutere della vertenza.

Mario Sica

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Nasce a Napoli nel 1988. Dopo aver trascorso i primi dodici anni di vita nella provincia nord di Napoli, a Villaricca, si trasferisce a Soccavo, quartiere di origine dei propri genitori. Durante gli studi classici, matura e coltiva la passione per il giornalismo e la scrittura creativa ed inizia una lunga militanza nei movimenti anticamorra e nei comitati territoriali della città di Napoli. Nel 2017, a “soli” 28 anni, consegue la laurea in giurisprudenza presso la Federico II. “Malato” di calcio e tifosissimo del Napoli, negli ultimi anni si appassiona alla boxe. Appassionato di lettura, in particolare classici e saggi storici, per sensibilità politica ha approfondito le sue conoscenze storiche dei movimenti di lotta del Novecento e del lungo processo di emancipazione del Sud America dal colonialismo ad oggi. Ha provato ad imparare a suonare la chitarra durante l’adolescenza ma, appurato di essere impedito, ha deciso di limitarsi all’ascolto di musica, in particolare De Andrè, Brassens, Pino Daniele e tutto il neapolitan power degli anni ’70 e ’80. Coltiva l’illusione, in un Paese che legge sempre meno e peggio, di poter trasformare la sua passione per la scrittura ed il giornalismo in un mestiere retribuito.

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