Napoli, 19 luglio. Non si placano le proteste dei quattro operai licenziati dallo stabilimento Hitachi di via Argine. Stamane la Signora Lucia, moglie di uno dei lavoratori coinvolti nella vertenza e madre di una donna disabile di 27 anni non autosufficiente, ha eluso la sorveglianza, è salita sul tetto e ha chiesto che fosse fissato un appuntamento in Prefettura con data certa.

È stata una mattinata calda sul fronte della vertenza Hitachi che i quattro operai licenziati, insieme alle loro famiglie, portano avanti da settimane. La Signora Lucia, una volta salita sul tetto in segno di protesta, non ha in alcun modo ceduto alle richieste della vigilanza e della DIGOS di scendere, almeno fino a che non fosse stabilita una data certa per un incontro in Prefettura.

Antonio Barbati, militante SI COBAS presente al presidio degli operai dinanzi ai cancelli dello stabilimento Hitachi di via Argine, ci racconta quanto accaduto stamane: «La Signora Lucia, in maniera del tutto spontanea e autonoma, ha deciso di salire sul tetto dello stabilimento in segno di protesta, eludendo i controlli della vigilanza. Nell’arco della mattinata abbiamo provato a mediare con la DIGOS intervenuta sul posto, chiedendo di poter incontrare il Prefetto per imbastire un tavolo di concertazione sulla vertenza Hitachi. ma la DIGOS ci ha risposto che qualsiasi trattativa sarebbe stata possibile solo a condizione che la Signora Lucia fosse scesa dal tetto; condizione che la stessa Signora ha rifiutato, minacciando di darsi fuoco e di non interrompere la protesta fino a che non avesse avuto conferma di un incontro certo fissato in Prefettura. Ci è stato vietato anche di salire per poter fornire viveri alla Signora Lucia. pertanto ci siamo recati in Prefettura, insieme alla consigliera comunale di Napoli Laura Bismuto, dove abbiamo interloquito con il vice prefetto Biagio Del Prete al quale abbiamo chiesto di convocare un incontro con le tre società coinvolte nella vertenza: Hitachi, FATA S.p.A. e QUANTA S.p.A.».

Dopo un primo incontro terminato senza risposte certe, nel primo pomeriggio la consigliera comunale DEMA Laura Bismuto è stata riconvocata dal vice prefetto di Napoli Biagio Del Prete«ho ribadito che la Signora Lucia, senza la conferma della fissazione di un tavolo in Prefettura, non avrebbe interrotto la protesta. Ho poi chiesto al Dott. Del Prete di convocare i dirigenti delle tre aziende coinvolte  affinché dessero disponibilità per un incontro in data certa, mettendo nero su bianco. I vertici di Hitachi hanno fatto sapere di non essere disponibili mentre abbiamo ricevuto l’ok da parte dei dirigenti di FATA e QUANTA. Sto ora lasciando la Prefettura. L’incontro si terrà il primo di agosto. Il vice prefetto comunicherà, a breve, la fissazione di questo incontro al sindacato SI COBAS».

Dopo settimane di lotta e di protesta, e dopo il gesto estremo e disperato della Signora Lucia, gli operai licenziati da Hitachi ottengono dunque quanto stanno chiedendo dall’inizio dell’apertura della vertenza: un incontro in Prefettura, seppur senza la disponibilità dei vertici Hitachi a partecipare al tavolo. Seguiremo nei prossimi giorni l’evolversi della vicenda. Resta chiaro l’intento degli operai licenziati e delle loro famiglie di portare avanti la loro battaglia contro il colosso Hitachi.

Mario Sica

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Nasce a Napoli nel 1988. Dopo aver trascorso i primi dodici anni di vita nella provincia nord di Napoli, a Villaricca, si trasferisce a Soccavo, quartiere di origine dei propri genitori. Durante gli studi classici, matura e coltiva la passione per il giornalismo e la scrittura creativa ed inizia una lunga militanza nei movimenti anticamorra e nei comitati territoriali della città di Napoli. Nel 2017, a “soli” 28 anni, consegue la laurea in giurisprudenza presso la Federico II. “Malato” di calcio e tifosissimo del Napoli, negli ultimi anni si appassiona alla boxe. Appassionato di lettura, in particolare classici e saggi storici, per sensibilità politica ha approfondito le sue conoscenze storiche dei movimenti di lotta del Novecento e del lungo processo di emancipazione del Sud America dal colonialismo ad oggi. Ha provato ad imparare a suonare la chitarra durante l’adolescenza ma, appurato di essere impedito, ha deciso di limitarsi all’ascolto di musica, in particolare De Andrè, Brassens, Pino Daniele e tutto il neapolitan power degli anni ’70 e ’80. Coltiva l’illusione, in un Paese che legge sempre meno e peggio, di poter trasformare la sua passione per la scrittura ed il giornalismo in un mestiere retribuito.

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