Sfogliando la rosa calciatori del Napoli dell’anno 2016/2017 e confrontandola con quella attuale, si nota che le differenze in termini di calciatori non sono poi così tante.

Anche la corrente sessione di mercato si sta caratterizzando per i soliti tira e molla, clamorosi addii ed eterni ritorni. Eppure, di fronte alla ricostruzione della Roma orfana di Totti, alla rivoluzione del Milan formato Europa, alla voglia di confermarsi della Juventus e all’attività silenziosa e a tratti misteriosa dell’Inter (che, prima o poi, annuncerà nomi importanti in entrata o in uscita), il club partenopeo, a differenza degli altri, non sta distinguendosi per la più movimentata e proficua campagna acquisti di sempre.

Ma per quale motivo il club di De Laurentis non è cosi attivo sul mercato, soprattutto in entrata? La perfetta ed ormai collaudata macchina da gioco sviluppatasi negli ultimi due anni e le ottime performance che ne sono scaturite in termini di gioco, lasciano pensare che l’attuale immobilismo sul mercato sia frutto delle indicazioni del tecnico Maurizio Sarri, spaventato, a quanto pare, dall’idea di trasformare la macchina perfetta in un vecchio rottame.

D’altronde, perchè cambiare una macchina da 94 gol fatti in 38 partite? Vero, si dirà che tutto ciò, comunque, non ha portato alla vittoria del Campionato, ma non vi è dubbio che De Laurentis (che, infatti, ha confermato l’imminente arrivo di un nuovo colpo) stia lavorando anche in quella direzione.

Al di là dell’importantissimo rinnovo di Pepe Reina, già la circostanza di aver recuperato a pieno un giocatore come Arkadiusz Milik rappresenta un elemento fondamentale per la rincorsa allo Scudetto, tenendo presente che la sua alternanza o convivenza con Mertens potrebbe dare una nuova sostanza all’attacco, già rinvigorito dal giovane Ounas e abbondantemente supportato dalla ineusarubilità di Callejon e dalle magie di Insigne. La difesa, con la collaudata e inamovibile coppia centrale Albiol-Koulibaly, sembra avere gli opportuni ricambi necessarri all’occorrenza, quali Tonelli e Maksimovic, ma ad essa sarebbe necessario aggiungere qualche innesto qualora un sostituto come Strinic dovesse partire. In mezzo al campo, oltre alla fondamentale presenza di Hamsik, Sarri può ancora contare sull’esperienza di Jorginho e Allan, ma soprattutto sulla fisicità di Diawara, gli inserimenti di Zielinski, la velocità e la tecnica del giovane Rog, che potrebbe essere la vera sopresa del prossimo campionato.

Dati questi presupposti, non è difficile intuire come il tecnico toscano stia cercando di dare un equilibrio definitivo alla squadra, attraverso la realizzazione di pochi e mirati acquisti che posseggano le caratteristiche giuste per essere inseriti nel meccanismo di gioco ormai più che noto ai vecchi giocatori. Da questo punto di vista, Mario Rui ed Ounas rappresentano due profili perfettamente corrispondenti alle idee e alla modalità di gioco di Sarri, che fa della corsa e del fraseggio i suoi punti cardine. Ma, soprattutto, costituiscono due profili che non si distinguono per una particolare irrequietezza o presunzione, né, come ormai tutti i componenti della compagine, risultano dotati di uno smisurato carisma che, molto spesso, può trasformarsi in un danno per il gruppo. In realtà, è proprio questo il profilo di giocatore che, presumibilmente a far data dalla partenza di Higuain, è diventato particolarmente gradito a Maurizio Sarri, resosi definitivamente conto che al Napoli non c’è spazio per alcun Top Player o presunto tale, ma solo di figure capaci di integrarsi perfettamente in un gruppo senza riserve mentali o mal di pancia. In effetti, dall’arrivo di Sarri, si contano sulla punta delle dita i giocatori che hanno espresso perplessità sulla poca serenità nello spogliatoio, sulle mancanze di rispetto di compagni o sulla poca attenzione del tecnico, il cui merito, a questo punto, è stato anche quello di costruire un ambiente sereno e rispettoso, fatto di giocatori umili, pronti a sacrificarsi e ad aiutarsi l’uno con l’altro.

Napoli

A questo punto risulta già più chiaro il motivo per cui il Napoli non si sta muovendo nella stessa direzione delle altre big della Serie A, orientate a puntare sul carisma e l’esperienza dei top player italiani o stranieri al fine di raggiungere traguardi importanti in Italia e, soprattutto, in Europa.

Al contrario, il dichiarato e ormai quasi ossessivo obiettivo del Napoli è rappresentato dallo Scudetto, ormai inseguito da troppi anni e troppe volte sfumato a causa di poca lucidità nel gestire alcune partite in periodi cruciali della stagione. E la ricetta giusta per raggiungere l’obiettivo può essere proprio quella di Maurizio Sarri.

Pertanto, il rischio che gli errori e le disattenzioni della scorsa stagione si ripetano anche nel prossimo campionato potrebbe essere evitato se la società decidesse, come suggerito dal tecnico, di proseguire con la linea del mercato mirato e silenzioso, fatto di innesti studiati e funzionali al tiki-taka Sarriano.

Basta leggere le parole di Lorenzo Insigne per avere un’idea più chiara di ciò di cui stiamo parlando: “Gli ultimi tre mesi dello scorso campionato sono stati straordinari, lì ci siamo convinti di essere una grande squadra e da lì dobbiamo ripartire. Essere rimasti tutti è un vantaggio. Dicono che il presidente De Laurentiis non faccia sacrifici e invece con il rinnovo mio e di Mertens ha dato un segnale molto forte: qui tutti vogliono vincere qualcosa di importante”. Diversamente, l’acquisto bomba di un campione, in stile Neymar al PSG, anche se dovesse apportare milioni di euro in termini di incassi e marketing nelle casse societarie, finirebbe per danneggiare la serenità che caratterizza lo spogliatoio napoletano, con inevitabili ripercussioni sulle prestazioni in campo.

Insomma, un gruppo di giovani in continua costruzione e miglioramento, al quale sembra opportuno inculcare il concetto di vittoria e di consapevolezza, più che aggiungergli una scomoda ed ingombrante figura di top player.

Amedeo Polichetti