Sversamenti illeciti in mare nella città di Camerota, la quale si attiva affinché ciò non continui nel tempo.

Camerota, nuove strategie contro gli sversamenti illeciti

Qualche settimana fa si parlava della situazione critica delle acque fra Eboli e Battipaglia e dei continui e numerosi sversamenti in mare. Per questa situazione drammatica è stata presentata un’interrogazione parlamentare al fine di indagare sulla negligenza di alcuni comuni salernitani nell’utilizzo degli impianti di depurazione.

In questi giorni sono state numerosissime le segnalazioni pervenute all’amministrazione comunale di Camerota, da parte di cittadini e turisti residenti nella città. E’ stata evidenziata la presenza di maleodoranti sostanze provenienti dalle fognature di numerosi stabilimenti balneari e di sversamenti illeciti nelle acque marittime.

Infatti, durante i mesi estivi, la città cilentana è invasa da turisti; dato l’aumento della popolazione, si rende necessario un oculato controllo riguardo la ricezione dei prodotti destinati alla raccolta dei liquidi di scarico delle abitazioni private e delle numerose attività commerciali e balneari esistenti sul territorio. Ciò detto, si sottolinea la scelleratezza nel compiere questi gesti da parte dei cittadini e proprietari delle strutture che arrecano un forte danno sia al territorio della città ma anche all’immagine turistica.

Il sindaco Mario Scarpitta ha emesso un’ordinanza, trasmessa al comando dei Vigili Urbani di Camerota, alla Capitaneria di Porto e ai Carabinieri della stazione locale, tramite la quale tutti gli stabilimenti balneari del territorio comunale di Camerota dovranno far smaltire liquami e fanghi biologici a ditte specializzate con periodicità e attenzione. Queste sono state le sue parole: “Procedere con periodicità regolare allo svuotamento degli stessi e, comunque, secondo le necessità e/o tipologia dell’impianto, delle fosse biologiche e/o pozzi neri a tenuta, al fine di prevenire ogni fenomeno di fuoriuscita di esalazioni e liquami”.

Dopo l’emissione di questa ordinanza, i titolari dei lidi, entro cinque giorni dalla stessa, dovranno presentare a mano o tramite pec la documentazione certificata dalla pubblicazione dell’ordinanza, firmata dal sindaco e postata sull’albo pretorio del Comune.
E’ stata una decisione non semplice e si spera sia sufficiente ad arginare gli sversamenti nelle acque e la situazione di indisturbato degrado ambientale della zona.

Nicoletta Crescenzo